web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Vita delle missioni in Africa arrow Vita delle missioni in Africa (28). Fede e trasformazione sociale
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
fotobannnerit5.jpg

| Stampa |

 

Vita delle missioni in Africa/28

 

FEDE E TRASFORMAZIONE SOCIALE

Alcuni membri della parrocchia di Obeck presenti a un convegno interreligioso


Insieme ad una delegazione della parrocchia di Obeck, in Camerun, ho partecipatoLa delegazione della parrocchia di Obeck che ha partecipato al convegno recentemente ad un convegno di studio organizzato dalla rete "Fede e liberazione", un raggruppamento particolarmente attivo in Camerun che riunisce varie associazioni[1] - cattoliche, protestanti e musulmane - impegnate nella promozione umana, in particolare in favore della pace e della giustizia.

L'invito a partecipare è legato al nostro impegno di lunga data per la formazione dei fedeli, con un'attenzione speciale alla divulgazione, attraverso la Scuola di formazione per laici, della dottrina sociale della Chiesa.

All'incontro tenutosi a Bafoussam, il capoluogo della regione dell'Ovest del Camerun, hanno partecipato, insieme a me, Martin, il presidente delegato del consiglio parrocchiale e Marguerite, membro della commissione "Giustizia e pace".

Un'occasione di confronto

Spostandoci da Mbalmayo a Bafoussam, abbiamo lasciato la zona calda e umida della foresta equatoriale, per addentrarci nella regione montagnosa dell'Ovest soprannominata la "Svizzera del Camerun", dal clima più fresco, ricca di pascoli e di coltivazioni, con paesaggi per noi inusuali di boschi di abeti o con i tipici tetti appuntiti delle case delle popolazioni Bamiléké cheCase delle popolazioni Bamiléké abitano la regione.

I tre giorni del convegno sono stati per noi soprattutto un'occasione di confronto con le diverse associazioni che fanno parte della rete "Fede e liberazione", tutte impegnate in favore della democrazia, dei diritti civici e per l'elaborazione di strategie di lotta contro la povertà.

Oltre alla nostra parrocchia, fra gli invitati vi erano le Commissioni "Giustizia e pace" delle diocesi di Douala, Yaoundé, Bamenda, Bafoussam, Bafia, Eseka, Maroua, i cui delegati sono stati lieti di ritrovarci dopo la visita, alcuni mesi orsono, alla nostra Scuola di formazione per laici.

Il tema dell'incontro verteva su "Fede e trasformazione sociale", introdotto dal Prof. Jean Samuel Zoe Obiang, Rettore dell'Università protestante di Ebolowa (capoluogo della regione del Sud-Camerun) e dal Prof. Kä Mana, un teologo protestante di grande notorietà per aver contribuito, in seno alla teologia africana, alla convergenza della linea dell'identità culturale e di quella politica e sociale della liberazione.

Agli interventi dei conferenzieri hanno fatto seguito i gruppi di lavoro su specifiche tematiche d'attualità: corruzione e malversazioni finanziarie, frodi elettorali e tratta dei minori per lo sfruttamento sessuale.

Impegno comune per l'uomo

Le comunicazioni dei gruppi ed il vivace dibattito che ne è seguito hanno portato in emergenza alcune idee-forza comuni che il Prof. Kä Mana ha presentato nella sintesi finale.

Oltre a sottolineare l'importanza dell'azione presso le istituzioni e del consolidamento della società civile, tutti i gruppi hanno messo in luce il ruolo insostituibile della responsabilità personale, elemento essenziale per ogni azione di trasformazione sociale.

Nelle analisi delle varie piaghe istituzionali del paese (corruzione, frodi elettorali, ecc.) è emersa la convinzione che, per incidere in profondità, occorre agire a partire dalle dimensioni etiche e spirituali.

La crisi che il Camerun vive, prima ancora di avere dimensioni politico-economiche, è legata all'incapacità di offrire dei valori fondatori di un nuovo modo di essere e di agire sociale. Tutti iUn gruppo di lavoro gruppi hanno concordato sul fatto che l'educazione - in famiglia, a scuola, nei movimenti dei giovani - è la strategia fondamentale in vista di una trasformazione sociale profonda.

Ogni componente sociale - d'ispirazione cattolica, protestante o musulmana -, attingendo l'acqua al "pozzo" delle proprie convinzioni religiose, è chiamata ad impegnarsi nella promozione dell'uomo e della società. A tal proposito, un particolare apprezzamento è stato riservato, da tutti i partecipanti al convegno, al metodo vedere-giudicare-agire, proprio della tradizione cattolica.

Il testo evangelico del Buon Samaritano, citato espressamente, è stato eretto a modello emblematico di un uomo che apre gli occhi sui problemi della società - l'insicurezza sulla strada, il banditismo organizzato, i rapporti d'ipocrisia - e che, alla luce delle proprie convinzioni, s'impegna personalmente in un'azione che sa andare al di là di un dovere formale, contribuendo al progresso della società.

Come ha detto Benedetto XVI, nel suo recente viaggio in Camerun, parlando ai musulmani, la religione apporta un grande contributo alla comprensione della cultura, dell'uomo e del mondo. Suo compito, particolarmente urgente, è di rendere manifesto il vasto potenziale della ragione umana che impegna tutti al servizio della società. Oggi, le differenti tradizioni e fedi religiose in Camerun sono chiamate ad agire in sinergia per lo sviluppo comune e per contribuire ad avviare il paese in una nuova prospettiva.

Nuove collaborazioni

Durante il viaggio di ritorno a Mbalmayo, con Martin e Marguerite abbiamo scambiato i nostri apprezzamenti sul convegno.

Esso ci ha confermati innanzitutto nella priorità data alla formazione degli adulti e dei giovani nel lavoro pastorale a Obeck. Il convegno ci ha anche aperto delle nuove prospettive nelle relazioni che la parrocchia intrattiene con le comunità protestanti e musulmane.

Queste relazioni oggi comprendono piccole iniziative di "dialogo della vita" condotte nei quartieri dalle famiglie cattoliche, protestanti e musulmane, una collaborazione regolare e fruttuosa che da anni abbiamo con il personale medico e infermieristico protestante per le cure degli ammalati seguiti dal gruppo della Caritas parrocchiale, una veglia di preghiera che una volta l'anno riunisce le corali e le associazioni cattoliche e protestanti, e alcune visite di cortesia ai capi religiosi musulmani in occasione delle loro feste.

La conoscenza delle diverse associazioni al convegno ci ha fatto intravedere la possibilità di un impegno interreligioso nell'azione educativa legata a problematiche riguardanti la pace, la giustizia, il bene comune dei fedeli.

L'obiettivo non è certo facile da realizzare, poiché, come sottolineato anche dall'Instrumentum Partecipanti al convegnolaboris (nn. 100 e 102) del prossimo Sinodo per la Chiesa in Africa, nelle mentalità degli uni e degli altri vi sono molti riflessi di diffidenza e di sospetto. Proprio per superare queste difficoltà, a Bafoussam, alcuni rappresentanti del Consiglio delle Chiese Protestanti del Camerun (CEPCA) e del Consiglio Superiore Islamico del Camerun (CSIC) si sono offerti per costituire a Mbalmayo una cellula interconfessionale di riflessione e di sensibilizzazione sui problemi sociali, alla quale la parrocchia di Obeck parteciperà con delle iniziative a livello della nostra Scuola di formazione per laici.

Ci siamo lasciati dandoci appuntamento per un futuro incontro a Mbalmayo e con il desiderio di contribuire con il nostro apporto, anche semplice, alla realizzazione dell'augurio rivoltoci recentemente dal Santo Padre, cioè che la cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun diventi un "faro di luce" nell'edificazione di una nuova società.

Franco Paladini


[1] Fra le più importanti, ci sono il Servizio nazionale "Giustizia e pace" creato dalla Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun (CENC), il Consiglio delle Chiese Protestanti del Camerun (CEPCA), il Consiglio Superiore Islamico del Camerun (CSIC). Fanno parte della stessa rete varie altre organizzazioni interconfessionali, come Forum Camerun, Cerchio internazionale per la promozione della creazione (CIPCRE), Servizio ecumenico per la Pace (SEP), Associazione di lotta contro le violenze alle donne (ALVF).

12/06/09

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency