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Vita delle missioni in Africa/29
FAMIGLIA DI DIO "IMPEGNATA" NELLA CITTA'
"Chiesa, famiglia di Dio 'impegnata'" è il tema del primo di una serie d'incontri alla Scuola di formazione per laici di Obeck, in Camerun, che intende continuare la riflessione teologico-pastorale sul prossimo Sinodo della Chiesa in Africa, previsto per il mese di ottobre prossimo.
Dopo un fruttuoso lavoro parrocchiale, svolto sul questionario proposto dai Lineamenta, la consegna a Yaoundé dell'Instrumentum laboris, da parte di Benedetto XVI nel marzo scorso, aveva interrogato i nostri fedeli sulla necessità di un ulteriore approfondimento in sintonia con la Chiesa continentale e universale.
L'incontro introduttivo ha cercato di ripercorrere l'intero cammino ecclesiale, sin dal 1995, quando l'Esortazione Apostolica Ecclesia in Africa concluse il primo Sinodo sulla Chiesa nel continente (periodo cui risale anche la fondazione della parrocchia di Obeck), fino ad oggi.
Abbiamo approfondito in quale maniera, nel primo Sinodo, furono affrontati i vari aspetti della realtà dinamica e complessa dell'evangelizzazione che vanno considerati sempre tra loro in sinergia profonda: annuncio, inculturazione, giustizia e pace, mass media, dialogo interreligioso. Si era insistito, allora, anche sull'immagine di "Chiesa famiglia" che, in cammino verso la Trinità, si costruisce nella comunione delle diversità. Essa era chiamata soprattutto ad essere "testimone" del Vangelo.
Oggi, il secondo Sinodo sulla Chiesa d'Africa, fra quei cinque principali temi dell'evangelizzazione, vuole porre l'accento particolarmente sull'urgenza della giustizia e della pace in un continente ancor più lacerato dai conflitti. Si vuole così completare la dimensione della testimonianza e dell'annuncio con quella dell'"impegno" per la trasformazione della "città". L'immagine della Chiesa famiglia, che aveva attirato l'attenzione del primo Sinodo, va dunque completata con l'aggettivo "impegnata", per esprimere la dimensione etica che scaturisce dall'incontro con la Parola e con il Corpo del Cristo, accolti personalmente e celebrati liturgicamente.
La ricchezza dei riferimenti al Vangelo di Matteo e l'invito ad essere "sale" e "luce della terra", richiamato dal sottotitolo del tema sinodale, vogliono evidenziare, in definitiva, proprio la necessità di vivere e inculturare in Africa la dottrina sociale della Chiesa.
Ritorno alle fonti
Nella parrocchia di Obeck, parlare di Chiesa impegnata è qualcosa che fa vibrare la memoria di tutta la sua storia di un insegnamento che per anni ha insistito sul ruolo dei laici come promotori di trasformazione della vita dei quartieri e della società più ampia. Ci ha riportato anche alle fonti di tale riflessione che attinse al Magistero dell'Arcivescovo camerunese Mons. Jean Zoa, scomparso nel 1998.
La ricchezza di tale Magistero è riscoperta oggi anche dai teologi più qualificati. Nello scorrere, insieme ai fedeli della Scuola di formazione per laici, il suggerimento dei Lineamenta per una spiritualità dei laici che s'ispiri alla teologia della creazione, come non pensare ad esempio a quanto fosse caro a Mons. Zoa questo tema, che sostiene la necessità di un'evangelizzazione integrale.
Secondo questa visione, l'uomo è chiamato a completare responsabilmente la creazione che Dio gli ha affidato, mediante il proprio lavoro, visto come partecipazione allo Spirito creatore di Dio e non come una condanna seguita al peccato originale.
Attuale è anche l'eco delle intuizioni di Mons. Zoa e della sua insistenza, allora profetica, per una conversione e un'apertura delle culture tradizionali alla modernità. Tale orientamento rimane importante nella riflessione complessa di questo secondo Sinodo che avverte la necessità di un dialogo con la modernità, ma anche di un discernimento degli aspetti nefasti della mondializzazione che investono in particolare la gioventù africana.
Alcune sottolineature dei documenti sinodali ci hanno spinto, quindi, a bere al pozzo della memoria e a canalizzare le prossime riflessioni intorno ad alcune linee-guida pastorali. Queste ultime saranno sottoposte a verifica, in base all'esperienza, e ad un'attualizzazione, alla luce della riflessione ecclesiale in corso.
Le linee-guida sono state così sintetizzate, insieme ai laici della Scuola di formazione per laici: la pastorale dell'"intelligenza" e della cultura, e la pastorale della responsabilità - in particolare della presa in carico della vita economica della parrocchia - unite a un impegno nella società, attraverso le opere caritative, di sviluppo, e di giustizia e pace.
Tale approccio pastorale, che cerca di radicarsi in una spiritualità di comunione delle diverse componenti della parrocchia e delle Comunità Ecclesiali Viventi, si esprime infine in una dinamica missionaria, di apertura soprattutto al mondo dei giovani.
Cristo nel cuore dell'impegno per la giustizia e la pace
Uno scambio fecondo tra la prassi pastorale e la riflessione sinodale si è approfondito e sarà sviluppato nei prossimi incontri. Questo semplice e amicale incontro, nel quale sono emerse anche tante preoccupazioni vissute quotidianamente sul tema della giustizia e della pace a Mbalmayo, ci ha confermato che il "luogo teologico" principale della missione è sempre il popolo di Dio. E che la memoria purificata è il percorso sicuro che ci indica il futuro. Tale memoria ci ha restituito non solo le acquisizioni positive e i momenti costruttivi del cammino pastorale della nostra presenza in Africa, ma anche le difficoltà e i fallimenti.
Se alla luce della riflessione sinodale possiamo gioire, infatti, di aver messo già delle pietre miliari nella costruzione di un laicato responsabile, avvertiamo, d'altra parte, la profondità e la saggezza del richiamo dei documenti preparatori al prossimo Sinodo sulla dimensione cristologica ed eucaristica dell'impegno per la pace e la giustizia. Un'evangelizzazione integrale richiede, infatti, una salda spiritualità individuale ed ecclesiale e deve basarsi innanzi tutto su una profonda conversione personale che trasforma, di conseguenza, la cultura e le strutture.
È intorno alla tavola della Parola e del Pane di vita che, ogni giorno, si costruisce l'impegno durevole per la pace e la giustizia. Il Papa ha posto l'accento su questi punti anche nell'incontro con i membri del Consiglio Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, a Yaoundé, il 19 marzo scorso. Ha richiamato in quell'occasione la Chiesa del Continente anche a una "teologia della fraternità", all'urgenza dell'ascolto della Parola di Dio e della coerenza di vita e di santità come primo programma dei discepoli del Signore.
Antonietta Cipollini
17/06/09
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