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Home arrow Vita delle missioni in Africa arrow Vita delle missioni in Africa (36). “Il Sinodo finisce e non finisce”
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Vita delle missioni in Africa/36

 


"il sinodo finisce e non finisce"

Per una prima ricezione del Sinodo Africano/1


La celebrazione della Seconda Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l'Africa (Secondo Sinodo Africano) si è tenuta dal 4 al 25 ottobre scorso a Roma; i Vescovi hanno indirizzato un Messaggio al Popolo di Dio ed hanno consegnato al Papa i documenti dell'intero itinerario sinodale, insieme all'Elenco Finale delle Proposizioni, nell'attesa che il Pontefice scriva un'esortazione apostolica post-sinodale che metta in rilievo le priorità dell'evangelizzazione nel Continente sul tema de "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace".

Il Sinodo a Roma è finito, ma comincia la sua ricezione in Africa.

In effetti, la piena riuscita di tale avvenimento ecclesiale dipende molto dalla sua preparazione in mezzo al popolo di Dio, come abbiamo avuto già modo di rilevare, ma anche dalla successiva ricezione ecclesiale, teologica e pastorale, che è un momento essenziale della procedura sinodale.

È necessario, infatti, non accantonare le riflessioni e i documenti prodotti, ma iniziare subito un loro approfondimento, per trasformare le parole e gli orientamenti in realtà concrete.

Vogliamo perciò contribuire in varie forme alla ricezione dell'avvenimento sinodale, importante per l'evangelizzazione ed anche per la formazione ed animazione missionaria, comunicando sia le iniziative di riflessione teologica che di confronto e realizzazione sul terreno pastorale.

Sinodo della "nuova Pentecoste"

La ricezione del Sinodo in Camerun, a livello teologico, è iniziata subito. Nel mese di novembre scorso, infatti, all'Università Cattolica di Yaoundé, alcuni Vescovi, che hanno partecipato all'Assemblea di Roma insieme ad esperti, teologi, sacerdoti e laici, hanno presentato in una tavola rotonda le loro prime impressioni di quest'avvenimento e indicato alcune priorità d'approfondimento per proseguire i lavori.

I Vescovi camerunesi, in particolare Mons. Tonye Bakot, arcivescovo di Yaoundé, hanno raccontato l'esperienza di comunione vissuta a Roma, di visibilità della Chiesa in Africa, passata, in quindici anni, dal 14,6% al 17,5% della popolazione del Continente.

Tale comunione, vissuta intorno a Benedetto XVI, ha suggerito ai Vescovi come titolo per il secondo Sinodo Africano, quello di Sinodo della "nuova Pentecoste" (cfr. Elenco Finale delle Proposizioni, n. 2).

La partecipazione di numerosi rappresentanti di altri continenti e di esperti di organizzazioni internazionali operanti in Africa ha ampliato quest'esperienza di un Sinodo non solo continentale, ma della Chiesa universale per l'Africa, ed ha promosso forme più salde di collaborazione.

I Vescovi e i diversi partecipanti hanno rilevato una comune volontà di recepire più profondamente il Concilio Vaticano II, in particolare la Costituzione Gaudium et Spes, come assunzione da parte della Chiesa in Africa delle gioie e delle speranze degli uomini contemporanei. Quest'ultima è chiamata a camminare insieme al popolo di Dio e ad orientarlo, attraverso la sua dottrina sociale, per far fronte alle molteplici sfide del Continente.

La Chiesa in Africa, inoltre, deve superare le difficoltà attraverso una parola libera e una testimonianza profetica, proponendo ai laici l'ideale della santità nell'impegno sociale.

Come ha sottolineato in particolare Mons. Jean Mbarga, vescovo di Ebolowa, la Chiesa è chiamata ad essere madre e maestra di vita, una Chiesa impegnata con l'uomo e per l'uomo, una Chiesa mediatrice dei conflitti sociali e politici, una Chiesa formatrice del laicato, utilizzando a tal fine anche i mass-media.

Egli ha insistito sull'importanza di elaborare al più presto un piano teologico e pastorale che renda effettive la visione e la volontà comuni, che i Vescovi hanno espresso a Roma, di affrontare la relazione Chiesa-società. Tale visione, come "denominatore comune", impegna tutta l'Africa in un nuovo cammino che ispira ottimismo e speranza, nonostante l'analisi dei problemi emersa dallo "scanner" di tutti i mali del Continente.

L'intervento di Mons. Jean-Bosco Ntep, della diocesi di Edea, ha ricordato le fonti teologiche e la dimensione personale della riconciliazione. Egli ha inoltre posto l'accento sull'importanza di creare una "cultura della riconciliazione", in quanto essa richiede il dialogo e il superamento delle barriere etniche.

Gli esperti presenti al Sinodo, i teologi, Joseph Ndi Okalla per il Camerun e Paulin Poucouta per lo SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali d'Africa e Madagascar) e il Professor Titi Nwell, laico impegnato per le Commissioni Giustizia e Pace, hanno insistito sulla responsabilità comune della ricezione e della messa in pratica delle indicazioni sinodali; a tal fine, pastori e teologi debbono collaborare insieme e la Facoltà di Teologia può diventare un osservatorio privilegiato.

Poucouta ha abbozzato una prima sintesi teologica, insistendo sulla relazione Chiesa-società, sulla famiglia come luogo di riconciliazione e sulla necessità di rivisitare il tema dell'inculturazione nella prospettiva etica, non solo liturgica, come fatto finora. La recrudescenza della stregoneria e di certi fenomeni religiosi e sociali hanno interrogato i Vescovi a riconsiderare più attentamente l'approccio teologico dell'inculturazione che deve suscitare, dunque, uno stile globale di vita cristiano, che non abbia complessi di fronte al mondo sociale e politico.

Il cantiere della ricezione sinodale rimane aperto, come lo ricordano le parole di Benedetto XVI ai Padri Sinodali: "Il Sinodo finisce e non finisce, non solo perché i lavori vanno avanti con l'Esortazione Post-Sinodale: Synodos vuol dire cammino comune. Rimaniamo nel comune cammino col Signore, andiamo avanti al Signore per preparargli le strade, per aiutarlo, aprirgli le porte del mondo perché possa creare il suo Regno tra di noi"[1].

Antonietta Cipollini



[1] Benedetto XVI, Pranzo con i Padri Sinodali (24 ottobre 2009), in www.vatican.va


10/12/09

 
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