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Vita delle missioni in Africa/42
 

BENVENUTI NEL MONDO DELLA DISOCCUPAZIONE!


 

Così hanno commentato ironicamente alcuni giovani partecipanti alla tavola rotonda, organizzata dalla parrocchia di Obeck, la "prospettiva" d'inserimento socio-professionale che li accoglie alla fine dei loro studi secondari, in Camerun. Essi giocano sulle iniziali francesi del titolo del diploma di maturità, il BAC: "Bienvenus Au Chômage", "Benvenuti nella disoccupazione".

Essi cercano di esorcizzare questo problema inquietante della disoccupazione giovanile, stimato e dichiarato dai discorsi ufficiali al tasso del 13%. I giovani sanno, però, che la situazione reale è ben più grave: la gente si "arrangia" e vive di espedienti nel settore che é chiamato eufemisticamente "informale", valutato almeno al 70% della popolazione.

Disoccupazione e sottoccupazione sono quindi le preoccupazioni principali dei giovani, in quanto esse sono le cause della povertà che li attanaglia e che tocca il 40% dei camerunesi.

La tavola rotonda è stata occasionata dalla 44a edizione della Festa della Gioventù, che si celebra ogni anno l'11 febbraio, durante la quale il Presidente della Repubblica pronuncia il tradizionale discorso indirizzato ai giovani.

Quest'anno il discorso è stato seguito e commentato con particolare interesse dai mass-media, perché il 2010 coincide con la celebrazione del cinquantesimo dell'indipendenza nazionale. È stato indicato come il grande testamento del Presidente della Repubblica, Paul Biya, poiché ha toccato sia temi fondatori della storia nazionale, raramente evocati in quest'occasione, sia problemi socioeconomici interni al paese ed internazionali, senza dimenticare le grandi sfide che i giovani dovranno affrontare nei prossimi decenni, come quello dei cambiamenti climatici.

Al di là delle finalità retoriche e politiche, abbiamo voluto invitare i giovani a meglio comprendere il discorso e a prendervi spunto per una riflessione razionale e più approfondita sui problemi che li toccano, richiamati anche dalla stampa e dalla televisione. Abbiamo costituito un dossier di articoli e di documenti in vista di un dibattito aperto ad altri giovani, facendo con loro una ricerca su internet, possibilità scontata per un occidentale, ma non per un camerunese che impara sin dalle elementari a portare a scuola anche il gesso e non si sogna neanche un'enciclopedia a sua disposizione.

È piuttosto raro che la Festa della Gioventù dia spunto per una seria riflessione. Oltre alla tradizionale parata delle scuole e associazioni giovanili, vi sono molte serate cosiddette "culturali", ma che in genere hanno ben poco di culturale. Infatti, danno spazio solo a balletti tradizionali e moderni, a comiche scenette teatrali, che rimangono ad un livello di valvola di sfogo e di divertimento.

Gli studenti delle scuole secondarie sono obbligati a partecipare alle varie manifestazioni, ma esse sonoStudenti alla sfilata per la Giornata della Gioventù sempre più disertate e criticate da quelli di livello universitario, i quali si pongono con urgenza gli interrogativi sul loro futuro.

La tavola rotonda e il dibattito si sono concentrati, oltre che sul tema della disoccupazione, su quello della corruzione che i giovani hanno segnalato come passaggio obbligato per ottenere un impiego, pena "restare al quartiere" senza far niente, oppure occuparsi in qualcosa di diverso da ciò per cui si sono formati. Ne hanno parlato con amarezza. Se i giovani, al tempo dell'indipendenza, hanno dovuto lottare contro un nemico politico esterno - ha affermato uno di loro - l'avversario di oggi è soprattutto una mentalità corrotta che non sostiene i giovani più meritevoli.

I partecipanti in sala hanno confermato che, se non si vuol cadere nel fatalismo o nella violenza, bisogna insistere sulla formazione di una coscienza cristiana che rifiuti tale corruzione dilagante. A causa di essa, troppo spesso vanno avanti solo coloro che pagano laute "bustarelle", trovano lavoro solo le giovani che si prostituiscono o coloro che accettano di subire rapporti omosessuali, proposti spesso da chi vuole rompere un tabù, al fine di ottenere più potere in sette esoteriche.

Sul tema della corruzione, i giovani hanno voluto programmare un "Processo simulato" sulla corruzione in ambito scolastico. Tale formula, già collaudata, permette di coinvolgere i loro coetanei in un processo morale, in un dibattito aperto in forma teatrale, pronunciandosi in favore o contro le motivazioni addotte da un imputato di corruzione.

Un altro aspetto toccato a proposito della disoccupazione, suscitato sempre dal discorso del Presidente della Repubblica, è stato quello della rivalorizzazione del lavoro agricolo.

Certo, è difficile per un giovane accettare che dopo l'università debba riprendere in mano la machette per lavorare nei campi. È normale che desideri che il paese sviluppi delle opportunità per un suo inserimento adeguato.

D'altra parte, però vi è la necessità di una revisione del sistema scolastico. Esso è basato soprattutto su una formazione generale (letteraria e scientifica), ma non riesce a formare esperti in settori portanti di un paese a base agricola o tecnici ad alto livello professionale.

I giovani si rendono conto che la mentalità ereditata dei "colletti bianchi" non li forma per far sviluppare il loro paese, a partire dalle reali possibilità e risorse, ma li avvia ad un mercato di lavoro burocratico, saturo già da molto tempo.

È stata una mattinata costruttiva per i giovani che si sono allenati in quest'esercizio di analisi e di riflessione documentata dei problemi, come cristiani alla ricerca di stili di vita e di una mentalità che rendano possibile sperare di costruire qualcosa di nuovo.

Riflettendo sui problemi che li toccano da vicino, hanno potuto meglio misurare quanto la trasformazioneIl cantante Valséro della società e del mondo, a partire dal cambiamento di se stessi, sia sempre la sfida più appassionante lanciata a loro dal Vangelo.

Al bivio della loro vita, sanno ora che non è sufficiente cantare il loro malessere di gioventù, come fa un loro mito, il cantante rap Valséro, ma che si tratta di costruire un impegno concreto che non cerca scorciatoie facili, quanto illusorie, di riuscita.

Anche se non hanno attirato folle di giovani, come avviene in altre iniziative, i giovani organizzatori della tavola rotonda erano soddisfatti di aver fatto "danzare" con brio la loro intelligenza.

Antonietta Cipollini


15/03/2010

 
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