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Vita delle missioni in Africa/44



UNITÀ NELLA DIFFERENZA

Le sfide della riconciliazione a Obeck



La Seconda Assemblea Speciale del Sinodo per l'Africa ha richiamato i cristiani ad essere artigiani di riconciliazione, di giustizia e di pace. Alcuni mesi dopo la fine dei lavori sinodali, abbiamo iniziato ad approfondire con i fedeli d'Obeck il tema della riconciliazione, un argomento caro alla nostra parrocchia, confrontata com'è alla pluralità e alla sfida dell'unità nella differenza.

Marcati giornalmente dalle tensioni laceranti legate alla diversità etnica e religiosa, alle pratiche magiche, ai conflitti familiari, alle mille sfaccettature della precarietà della vita, i fedeli hanno accolto volentieri l'iniziativa.

Tutti i parrocchiani vi sono implicati. Dai bambini, la cui campagna annuale è "Amici della giustizia, operiamo per la riconciliazione e la pace", ai gruppi giovanili che, sullo stesso tema, hanno recentemente incontrato i detenuti minorenni del carcere cittadino e partecipato a Yaoundé ad una giornata di riflessione con i giovani della capitale.

Anche i responsabili dei gruppi e delle comunità di base, attivi nell'animazione delle famiglie cristiane, sono intervenuti ad un incontro della Scuola di formazione per laici per impregnarsi dell'esperienza della riconciliazione a partire dalle convinzioni della fede cristiana.

Tragicità delle situazioni

La riconciliazione, infatti, non può essere ridotta ad una strategia umana. Di questo siamo ben coscienti, vista la tragicità delle situazioni con le quali siamo confrontati ogni giorno.

Penso a Fabrice, un ragazzo di vent'anni conosciutissimo in parrocchia, accoltellato da suo fratello piùFabrice piccolo per un'apparente futilità, un litigio per un barattolo di crema idratante, che ha fatto esplodere rancori nascosti. Ed ora, oltre ad un figlio seppellito e a suo fratello in prigione, pesa sui membri della famiglia la paura della maledizione da cui si debbono liberare, secondo le credenze tradizionali, con interminabili riti di purificazione.

Penso anche a Hermine, una giovane donna la cui famiglia si sta dilaniando a causa dei problemi interni di gelosia, di minacce di morte e di pratiche magiche. Dopo aver speso invano tanti soldi presso indovini e fattucchieri vari, ha scelto di affrontare la situazione prendendo sul serio la propria fede cristiana. Per questo si è iscritta e frequenta regolarmente i corsi della nostra Scuola per laici.  

Di fronte a drammi simili, sperimento, in quanto pastore, la vanità dei miei moralismi e la superficialità di tanti miei interventi. Solo la Parola di Dio, accolta e concretamente testimoniata, può illuminare le tenebre in cui molti fedeli vivono.

A partire dalla Parola

Nell'incontro con i responsabili dei gruppi e delle comunità di base, ci siamo particolarmente soffermati sulle Lettere di San Paolo. I fedeli sono rimasti colpiti dalle molte affinità delle situazioni vissute nelle comunità fondate dall'Apostolo con quelle presenti ad Obeck.

Mbalmayo è uno dei rari centri industriali del Camerun, con le sue imprese di trasformazione del legno che hanno attirato, a partire dagli anni sessanta, immigrati provenienti da tutte le regioni del paese. È soprattutto nei quartieri d'Obeck che le varie ondate d'immigrati si sono stabilite, essendo l'unica area lasciata libera dagli autoctoni a causa della presenza di paludi. L'insalubrità dell'ambiente, la promiscuità nelle abitazioni e la precarietà della vita, fanno sì che nelle famiglie i problemi, le difficoltà e le gelosie si cristallizzino facilmente in odi e rancori. La coesistenza di numerosi gruppi etnici e l'esiguità del terreno non favoriscono la coabitazione pacifica nei quartieri.

I fedeli d'Obeck non hanno fatto fatica a comprendere la sfida dell'unità presente nelle comunità delle città cosmopolite di Corinto e di Efeso, dove Paolo ha affrontato il tema della riconciliazione. Quest'ultima si realizza pienamente in Gesù Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha riconciliato gli uomini con Dio e fra di loro (cfr. 2Cor 5, 17-19). "Cristo è la nostra pace" perché ha unificato il popolo pagano e quello ebreo per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia (cfr. Ef 2, 14).

Nella città di Mbalmayo, Obeck è soprannominato "quartiere mistico" per la presenza di diversi "guaritori" tradizionali esperti nelle protezioni dal malocchio, senza contare i nuovi movimenti religiosi che ogni giorno compaiono ad ogni angolo di strada soprattutto per venire incontro al bisogno della gente di avere una "corazza" (blindage) per difendersi dagli spiriti maligni.

Un contesto analogo a quello della città di Colossi in cui, al tempo di Paolo, i cristiani erano angosciati dalle credenze gnostiche che concepivano la creazione popolata di spiriti. Il Cristo, risponde l'Apostolo, è al di sopra di tutte le potenze celesti. Con la sua Croce e il suo trionfo sulla morte, Egli si rivela come solo Signore del mondo rinnovato: tutte le potenze gli sono sottomesse. Il cristiano non può essere schiavo della paura, origine delle divisioni. Affidandosi a Lui, egli stesso diventa segno di riconciliazione (cfr. Col 1, 18-22).

Approfondimento della fede

Alcune domande riguardanti il perdono sono emerse nel dibattito che ha fatto seguito alla lezione. Esso non può ridursi ad un compromesso di rappacificazione, ma esige la verità e il riconoscimento della responsabilità delle proprie azioni. Pur nella sofferenza sperimentata quando la riconciliazione offerta non è accolta, il perdono che promuove la conversione e la giustizia della riparazione, è premessa alla pace.

Il perdono è stato compreso come dimensione essenziale della stessa giustizia. La giustizia umana, infatti, è sempre fragile, esposta ai limiti e agli egoismi delle persone; il perdono la perfeziona. In quanto cristiani, dobbiamo sempre entrare in una giustizia più grande, la giustizia di chi, in qualsiasi situazione, si stima più "debitore" che "creditore", perché ha ricevuto più di quanto meritasse o potesse sperare.   

I partecipanti all'incontro hanno saputo comprendere la grandezza di Paolo nell'essere riuscito a elaborare la sua teologia della riconciliazione proprio nel contesto di gravi contrarietà che minacciavano l'esistenza delle comunità cristiane.

Hanno per questo sottolineato l'importanza dell'approfondimento della fede per essere degli autentici artigiani di riconciliazione, vivendo, in famiglia e al quartiere, la sfida della parrocchia d'Obeck: l'unità nella differenza.

Franco Paladini



11/05/2010

 
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