Vita delle missioni in Africa/45
La Giornata Mondiale della Gioventù
compie 25 anni (1)
Tra storia e attualità
"Ricorre quest'anno il venticinquesimo anniversario di istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù voluta dal Venerabile Giovanni Paolo II come appuntamento annuale dei giovani credenti del mondo intero. Fu una iniziativa profetica che ha portato frutti abbondanti, permettendo alle nuove generazioni cristiane di incontrarsi, di mettersi in ascolto della Parola di Dio, di scoprire la bellezza della Chiesa e di vivere esperienze forti di fede che hanno portato molti alla decisione di donarsi totalmente a Cristo"[1].
Con tali parole Benedetto XVI si è indirizzato ai giovani nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) del 2010, sottolineando così l'importanza dell'iniziativa che fu celebrata per la prima volta il 26 marzo 1986. L'anniversario ci ha spinto a una rivisitazione storica, a un approfondimento del significato di questa istituzione e dei contenuti dei suoi messaggi in chiave missionaria.
La GMG è un appuntamento di grande mobilitazione per gli operatori pastorali giovanili della Chiesa universale e locale sul piano dell'organizzazione, ma è soprattutto un autentico laboratorio di riflessione sui contenuti e i metodi dell'evangelizzazione dei giovani. Basta visitare il Pontificio Consiglio per i Laici a Roma, dove si è accolti con amabilità nella Sezione Giovani, al centro di documentazione e alla biblioteca, per constatare quanta preparazione per l'allestimento e quanta attenzione per l'approfondimento sono dedicate a questi appuntamenti. Le GMG sono state studiate, inoltre, come un vero fenomeno sociale, attraverso diverse pubblicazioni[2] e anche con tesi di laurea[3]. I mass-media si occupano di ogni loro celebrazione sempre con interesse rinnovato.
Nel contesto della missione in Camerun, dove le GMG sono celebrate a livello diocesano o parrocchiale, noi stessi abbiamo attinto alla ricchezza dei messaggi del Papa come a un'autentica miniera, per costruire, a partire da essi, un percorso educativo per i nostri gruppi giovanili. Quest'anno, ad esempio, il tema dell'incontro di Gesù con il giovane ricco ci ha permesso di animare diverse giornate di ritiro per invitare i giovani a porsi le domande fondamentali della loro vita, a situarla in un orizzonte di eternità e a superare il rischio di un'esistenza bruciata nell'immediatezza dei problemi del giorno per giorno.
"Preistoria" e storia della GMG
Se la storia della GMG ha origine alla fine del 1985, quando è stata istituita da Giovanni Paolo II ed è stata celebrata per la prima volta nel 1986, essa ha una "preistoria" che è importante evocare. Sin dagli albori del suo pontificato, Giovanni Paolo II aveva intessuto un dialogo fiducioso con i giovani; egli realizzò subito una vera rivoluzione nella relazione Papa-giovani, chiedendo che in tutte le sue visite alle parrocchie di Roma ci fosse un appuntamento con i giovani. L'esperienza si allargò poi anche alle visite nelle diverse diocesi d'Italia e nei viaggi internazionali che, com'è noto, si sono succeduti a un ritmo impressionante. Alcuni di questi incontri si sono impressi nella memoria di tutti, non solo per le immagini di partecipazione oceanica dei giovani, ma anche per la capacità del Papa di dialogare e testimoniare la sua fede in situazioni di frontiera dell'evangelizzazione, quali l'incontro con la gioventù secolarizzata, nel 1980, a Parigi, al Parc des Princes, e con 80.000 giovani musulmani, nel 1985, a Casablanca.
In seguito a un invito fatto a sorpresa dallo stesso Papa, i giovani si riunirono a Roma per celebrare il giubileo dei giovani, la domenica delle Palme del 1984. I collaboratori del Pontefice temevano un fiasco, ma la partecipazione entusiasta di circa 300.000 giovani e la loro risposta inattesa all'invito imposero di continuare il percorso iniziato; ciò farà dire al Papa che non è stato lui a inventare la GMG, ma che essa era nata da un'aspirazione dei giovani stessi[4]. Sempre alla fine del 1984, Anno della Redenzione, il Papa affidò ai giovani la Croce che li accompagnerà nel pellegrinaggio attraverso i continenti e che è diventata il simbolo e il catalizzatore dell'avvenimento.
L'anno successivo, vi fu un altro incontro con i giovani a Roma: l'occasione fu data al Papa dalla proclamazione del 1985 come Anno Internazionale della Gioventù da parte dell'ONU. Il Papa dedicò ai giovani il tradizionale Messaggio per la celebrazione della giornata mondiale della Pace di quell'anno e soprattutto, per la prima volta nella storia del papato, indirizzò una Lettera ai giovani, "Cari amici", che rimane ancora la Magna Carta della pastorale giovanile[5]. A partire dall'episodio evangelico dell'incontro di Gesù con il giovane ricco, essa sviluppa una catechesi che, con maestria, equilibra le dimensioni antropologico-esistenziali, kerigmatiche e sacramentali dell'incontro con Gesù e dell'approfondimento della sua conoscenza. Giovanni Paolo II, in tale lettera, esprimeva la convinzione che la giovinezza è un tempo decisivo, non di parcheggio per gli studi o di distrazione dai problemi della vita. I giovani sono chiamati, nella libertà e nella responsabilità, ad assumere il compito della propria auto-educazione e a gettare le fondamenta del proprio progetto di vita, facendo di essa la risposta alla vocazione d'amore di Dio. Egli affermava che la vita è un'opera d'arte la cui forma essenziale di umanità è scolpita e impressa nel tempo della giovinezza e si affermerà nel corso di tutta la vita[6].
Il "carisma" della gioventù
L'importanza decisiva della gioventù per l'intera esistenza umana è, infatti, la convinzione di base dell'istituzione della GMG che, dal 1986, si è tenuta alternativamente a livello diocesano o in una determinata città, scelta spesso con l'intento di raccogliere le sfide di situazioni tipiche e significative per l'evangelizzazione. L'ultima città designata da Giovanni Paolo II per la GMG fu Colonia, che preannunciava profeticamente che un altro Papa l'avrebbe celebrata al suo posto. Benedetto XVI ha raccolto tale eredità, dando a questa istituzione la sua impronta personale, ma conservandone gli orientamenti fondamentali. Dopo Colonia (2005) e Sidney (2008), il prossimo appuntamento dei giovani per la GMG è a Madrid, nel 2011.
Benché la GMG fosse nata come espressione di un carisma particolare d'intesa profonda di Giovanni Paolo II con i giovani, essa è andata oltre la sua persona. La GMG è divenuta espressione di attenzione costante della Chiesa ai giovani, ai quali essa riconosce il "carisma" particolare di rinnovamento, che la chiama a rimanere sempre giovane e a riprendere a ogni generazione l'avventura del dialogo con Gesù.
Antonietta Cipollini
[1] Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXV Giornata Mondiale della Gioventù (28 marzo 2010), in www.vatican.va (il sito della Santa Sede dedica una intera sezione ai documenti relativi alle GMG).
[2] Per la storia della GMG si può consultare M. Muolo, Generazione Giovanni Paolo II. La storia della Giornata Mondiale della Gioventù, Ed. Ancora, Milano 2005.
[3] Cfr. L. Caldiroli, "Capacità di vita" e domanda religiosa: il caso delle giornate mondiali della gioventù, Università degli Studi di Trento, Facoltà di Sociologia, Anno Accademico 2002-2003.
[4] Cfr. Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza. Con la collaborazione di V. Messori, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1998, 139.
[5] Benedetto XVI rimanda a questa "bellissima Lettera" ed esprime continuità del tema di questo anno. Cfr. Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI..., in www.vatican.va
[6] Cfr. Lettera Apostolica Dilecti Amici del Papa Giovanni Paolo II per l'Anno Internazionale della Gioventù (31 marzo 1985), n. 13, in www.vatican.va
01/06/2010
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