Vita delle missioni in Africa/47
Liturgia, Scuola di vita
La solennità del Corpus Domini a Obeck
La liturgia è la prima scuola della vita cristiana. Attraverso la parola, i molteplici segni, i sacramenti e il canto, la liturgia dispiega un'efficace educazione del popolo di Dio alla fede e a una vita più autenticamente cristiana.
L'abbiamo sperimentato ancora una volta nella solennità del Corpus Domini che, differentemente dalle altre feste dell'anno, riunisce in un'unica celebrazione tutti i fedeli della parrocchia: giovani e adulti, bambini e anziani. Lo stare insieme davanti al Signore-Eucaristia, il camminare con Lui e il metterci in ginocchio davanti a Lui sono segni concreti che ci hanno aiutato ad approfondire la comunione come unità nella differenza, il dinamismo esodiale proprio alla vita spirituale, l'obbedienza alla Parola come garanzia di libertà.
Comunione e apertura missionaria
"La Chiesa vive del Cristo eucaristico, da Lui è nutrita, da Lui è illuminata" (Ecclesia de Eucharistia, 6). Non c'è vita della Chiesa senza Eucaristia. La festa ha permesso ai fedeli di interrogarsi anche sulla qualità della loro partecipazione ecclesiale e, grazie soprattutto alla processione, di meglio percepire l'identità propria della parrocchia in quanto comunione delle sue Comunità Ecclesiali Viventi (CEV), presenti nei diversi quartieri.
Come ogni anno, la preparazione e l'animazione della processione (decorazione delle stazioni, posa delle palme, intenzioni di preghiera, raccolta delle offerte...) sono stati presi in carico, con gioia e generosità, dai cristiani delle nostre CEV.
La loro presenza a Obeck non è un fatto organizzativo. Essa vuole favorire un passaggio dalle strutture centralizzate di una parrocchia, spesso percepita come un'anonima area di servizio, a delle comunità a dimensione umana che siano luoghi di comunione e di penetrazione del Vangelo nell'ambiente esistenziale e culturale. Le comunità ecclesiali intendono anche marcare la fine di una visione clericale della parrocchia, in vista della responsabilizzazione dei laici in quanto agenti di evangelizzazione. Il Secondo Sinodo Africano, tenutosi nell'ottobre scorso, ha valorizzato il loro ruolo nel servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace.
Concretamente le CEV sono costituite dalle famiglie cristiane più impegnate del quartiere che si incontrano regolarmente, a turno in una casa diversa, per leggere e commentare la Parola di Dio, per uno scambio sulla vita della parrocchia e sulle diverse situazioni vissute in famiglia e nella città. Esse hanno una loro struttura organizzativa e si occupano dell'accoglienza dei nuovi nuclei familiari, della raccolta dei contributi finanziari dei fedeli e della presentazione dei candidati ai sacramenti.
I membri delle CEV sono anche promotori di azioni caritative in favore degli ammalati e delle famiglie più povere e provate del quartiere. Riunendo famiglie originarie delle diverse regioni del paese, esse testimoniano inoltre di una fraternità che va al di là delle frontiere di sangue e di etnie, fraternità che trova appunto nell'Eucaristia la sua sorgente (cfr. 1Co 10, 16-17).
Se per tutti i fedeli la liturgia del Corpus Domini ha marcato l'esigenza di uscire dal proprio individualismo e di partecipare alle comunità di quartiere come luogo concreto della vita di comunione che Cristo ci ha donato, per i responsabili delle CEV, la processione è stata un'ulteriore occasione per interrogarsi sulla loro apertura missionaria, aspetto che è stato al centro delle visite e degli incontri da noi realizzati in questi ultimi mesi, nell'ambito della Scuola di formazione per laici.
Grazie alla recente sistemazione della rete viaria di Obeck, la processione, quest'anno, ha potuto raggiungere, per la prima volta, una zona più periferica e ancor più povera della parrocchia, le cui famiglie hanno accolto con entusiasmo l'iniziativa. Alcune di loro hanno atteso in ginocchio il passaggio del Santissimo Sacramento, accanto al piccolo altare allestito per l'occasione davanti alla propria casa, ornato di fiori e di immagini sacre. L'accoglienza calorosa della gente e la definizione, in seguito ai lavori delle strade, di nuovi caseggiati, hanno permesso ai membri più attenti delle CEV di scorgere concretamente, lungo il percorso, il campo di azione missionaria che li attende in vista della "generazione" di nuove comunità più piccole in cui i fedeli possano essere più facilmente incontrati.
La processione del Corpus Domini ha mostrato che il Signore non va solo oltre le mura delle nostre chiese. Egli va anche al di là delle delimitazioni attuali delle nostre comunità di quartiere. Il Signore come sempre ci precede (cfr. Mt 28,7). Egli è in cammino verso chi è lontano.
Risposta personale
La dimensione missionaria dell'Eucaristia è stata ben colta da Marie Claire, membro della CEV Saint Joseph a cui, proprio nel giorno del Corpus Domini, è stato conferito il Ministero Straordinario della Santa Comunione. Attraverso la comunione al suo Corpo e al suo Sangue, Cristo si fa sostanzialmente presente nella nostra vita e ci rinvia alle nostre realtà quotidiane affinché possiamo riempirle della Sua presenza.
Per questo, negli ultimi anni Marie Claire ha progredito nel cammino in seno alla sua CEV e alla parrocchia dove è impegnata nell'animazione pedagogica dei catechisti, nell'accompagnamento dei giovani educatori dei bambini e, insieme al marito Martin, delle giovani coppie. Anche con gli insegnanti della scuola elementare che dirige, Marie Claire cerca di condividere, attraverso la sua competenza professionale e la sua attenzione alle persone, la presenza del Signore.
Alla fine della liturgia, Marie Claire ha pronunciato alcune semplici parole. "In questo mio nuovo servizio - ha detto - desidero prendere come modello Maria per divenire, come lei, Tabernacolo vivo e portare il Cristo a tutti, in particolare ai più poveri e agli ammalati". Le corali, accompagnate da tutti i fedeli, hanno risposto con un canto popolare alla Madonna al cui ritmo Marie Claire ha accennato alcuni passi di danza coinvolgendo tutti.
Le parole e la gioia che Marie Claire ha saputo trasmettere ci hanno richiamato al primato della dimensione personale nella vita di fede che è alla base dell'impegno per l'edificazione della Chiesa e per la partecipazione alla sua missione.
Il carattere festoso del Corpus Domini, particolarmente valorizzato nel contesto africano, ha permesso alla liturgia di dispiegare tutta la sua pedagogia: essa ha insegnato ai fedeli a danzare al ritmo della vita cristiana, vita di comunione e di missione.
Franco Paladini
22/06/2010
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