Vita delle missioni in Africa/48
La Giornata Mondiale della Gioventù
compie 25 anni (3)
Una pedagogia da inculturare
La Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), oltre a radunare i giovani intorno al Papa e ai loro Pastori, offre anche una formidabile occasione di scambio e di approfondimento tra gli educatori sui problemi e sui contenuti della pastorale giovanile, attraverso i Forum dei giovani, giunti già alla loro decima edizione.
La Sezione Giovani del Pontificio Consiglio dei Laici ha promosso diverse iniziative al fine di mantenere il legame necessario tra la GMG e la pastorale ordinaria dei giovani. In una giornata di studio nel 2003, dopo aver analizzato le acquisizioni della pedagogia della fede della GMG, l'allora Responsabile della Sezione Giovani segnalava alcune linee centrali per la pastorale giovanile, che rimangono attuali:
"Riunirei le priorità pastorali fondamentali in quattro grandi settori complementari che vanno considerati non come un itinerario imposto, di cui i giovani dovrebbero percorrere le tappe una dopo l'altra, ma piuttosto come una casa con diverse porte d'ingresso. La vostra missione d'educatori consiste nell'aiutare i giovani a crescere in una vita profondamente radicata in Cristo, strutturata da una solida formazione, animata dall'amore per la Chiesa, impegnata nel mondo e orientata alla missione"[1].
Tale griglia di lettura, che ben sintetizza gli obiettivi delle GMG, permette una contestualizzazione nelle diverse situazioni ecclesiali e culturali, e un confronto con i volti concreti dei giovani.
Crescere in una vita profondamente radicata in Cristo, strutturata da una solida formazione
Nel contesto del Camerun dove noi operiamo, abbiamo sperimentato la pertinenza dell'insistere sulla priorità della formazione dei giovani nel quadro di una pastorale dell'intelligenza e della razionalità del laicato. Per una vita radicata in Cristo, dopo la prima evangelizzazione, vi è bisogno di un approfondimento della fede.
Per i giovani, è particolarmente necessario che le nozioni catechetiche di base maturino in una conoscenza personale del Signore e diventino ispirazione di vita e di azione sociale.
Tenuto conto del fatto che famiglia e scuola sono spesso assenti per impartire loro una formazione umana e religiosa, vi è anche la necessità di accompagnare i giovani nel discernimento evangelico della cultura nella quale sono immersi, caratterizzata da una transizione rapida e spesso conflittuale dalla tradizione alla modernità.
Chiamare i giovani alla priorità della formazione ecclesiale non è sempre facile. I giovani spesso si ritagliano degli spazi di partecipazione alle attività liturgiche e ricreative, ma non assumono ruoli di responsabilità. Sono spesso refrattari ai movimenti che richiedono impegni costanti e di riflessione, e si conformano facilmente al fatalismo imperante, come reazione alla loro emarginazione sociale ed ecclesiale.
La pedagogia maieutica, profonda e allo stesso tempo accattivante dei Messaggi della GMG, che fa emergere le domande esistenziali e religiose di fondo con l'esempio del dialogo evangelico fra il giovane ricco e Gesù, ha aiutato i giovani a comprendere, durante le giornate di ritiro di quest'anno, che la giovinezza è il tempo in cui essi sono chiamati a cercare il Volto e lo sguardo del Cristo. Attraverso quella pagina del Vangelo attualizzata nella Chiesa, è Gesù stesso che chiama i giovani di tutti i tempi e di tutti i luoghi a un dialogo personale d'amore; egli invita in tal modo a radicare l'osservanza dei comandamenti, attraverso i propri comportamenti, nella sequela più profonda di Cristo stesso, nella libertà e totalità del proprio cuore. Ciò richiede che i giovani entrino nel dinamismo della fede e rimettano profondamente in discussione se stessi e il proprio ambiente.
Una vita animata dall'amore per la Chiesa, impegnata nel mondo
Nella nostra presenza pluridecennale in Africa, abbiamo insegnato ai giovani che "Credere è impegnarsi". Al di là delle forme aggregative che cambiano, la fede che agisce nella carità - nella formazione cristiana, nell'analisi dei problemi socio-culturali e nell'impegno verso i più poveri e verso i piccoli - rimane un abbordo essenziale nella formazione giovanile. La fede rischia altrimenti di assumere espressioni alienanti e i giovani diventano preda di derive magiche e delle sette, molto diffuse nel Continente africano.
D'altra parte, i numerosi inviti di Giovanni Paolo II alla costruzione della "civiltà dell'amore", presenti nei Messaggi per la GMG, esprimevano questa esigenza, confermata anche dai discorsi da lui indirizzati ai giovani durante i suoi viaggi in Africa.
Benedetto XVI ha continuato in questa direzione a indicare ai giovani l'amore alla Chiesa come luogo ove si può esercitare nei gesti concreti e quotidiani tale impegno di speranza.
Una vita orientata alla missione
L'insistenza dei Messaggi della GMG sulla conoscenza personale del Cristo e sulla formazione sfocia nell'invito alla missione. Nel solco già tracciato dal Concilio e dal Sinodo sui laici, s'insiste sull'evangelizzazione dei giovani fatta dai giovani stessi[2]. Alcuni Messaggi per la GMG furono completamente consacrati al tema della missione[3] e, alla fine del suo pontificato, Giovanni Paolo II chiese ancora ai giovani di condurre i loro coetanei tramite l'amicizia alla Fonte dell'Amore: "Sentitevi responsabili dell'evangelizzazione dei vostri amici e di tutti i vostri coetanei"[4]. Quasi un testamento, raccolto e riproposto da Benedetto XVI, il quale continuerà nei Messaggi successivi a insistere sulla formazione nell'ascolto della Parola di Dio, sulla testimonianza dell'amore e della speranza, e sul compito affidato ai giovani stessi della nuova evangelizzazione dei coetanei.
Benedetto XVI ha cosí lanciato la sfida ai giovani: "Costruire la vita su Cristo, accogliendone con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, giovani del terzo millennio, quale dev'essere il vostro programma! È urgente che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo"[5].
La chiamata dei giovani all'evangelizzazione dei coetanei rappresenta a nostro avviso l'apporto più originale della GMG e dei suoi Messaggi. Essa è ancora tutta da esplorare e da promuovere, affinché i giovani diventino realmente "protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale"[6].
Antonietta Cipollini
[1] F. Kohn, La pastorale giovanile oggi: come rispondere alle attese della Chiesa e dei giovani?, in Pontificio Consiglio per i Laici, Giornata Mondiale della Gioventù: da Toronto a Colonia. Roma 10-13 aprile 2003, in www.vatican.va
[2] Cfr. Apostolicam Actuositatem, 12; cfr. Christifideles Laici, 46.
[3] Si leggano più in particolare i Messaggi in occasione della IV, VII, IX-X e XVII Giornata Mondiale della Gioventù.
[4] Giovanni Paolo II, Messaggio per la XIX Giornata Mondiale della Gioventù (22 febbraio 2004), in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XXVII/1, 244.
[5] Benedetto XVI, Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Gioventù (22 febbraio 2006), in Insegnamenti di Benedetto XVI, II/1, 227.
[6] Cfr. Christifideles Laici, 46.
19/07/2010
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