Vita delle missioni in Africa/50
Esorcizzare il demone della paura
Discorso di benvenuto dei collaboratori della parrocchia di Obeck
Visita di Padre Emilio Grasso a Mbalmayo - Camerun (13-17 agosto)
Caro amico Emilio,
eccoti di nuovo fra noi, oggi, dopo una lunga separazione. Sii il benvenuto fra noi, a casa tua!
Sono passati sei anni, ma il tempo e la lontananza non hanno spezzato i nostri legami di amicizia. D'altronde, non c'era un continuo ponte di notizie tramite il vostro sito internet e più recentemente con la corrispondenza fra i gruppi Caritas?
Durante questi anni di separazione, abbiamo approfondito e concretizzato gli orientamenti che ci avevi lasciato attraverso le tue numerose visite e omelie. A partire da esse, vorremmo ricordare alcuni elementi del loro impatto sul nostro ambiente e nel seno dei gruppi parrocchiali.
Il demone della paura esorcizzato
Tu sei uomo di Dio fortemente legato alla sua Parola, per questo, abbiamo imparato dai tuoi insegnamenti, quasi un'eco di quelli di Papa Giovanni Paolo II, di venerabile memoria, a non aver paura, ad esorcizzarla dai nostri cuori. Noi avevamo, infatti, paura di tutto: paura del prete, paura degli stregoni, paura del futuro incerto, paura della propria ombra, paura di Satana, paure insomma inutili e ingiustificate. Caro amico Emilio, il tuo è stato un lavoro per far ritrovare innanzitutto la fiducia ai parrocchiani di Obeck.
Avere il coraggio delle proprie idee e adeguare la vita alla parola
Molte omelie e contatti con noi ci trasmettevano la nozione di libertà di figli di Dio. Abituati solo a dire: "Sì, padre", anche se a malincuore, nei confronti del prete, i parrocchiani di Obeck hanno avuto infine il coraggio di esprimere le proprie idee sui problemi della loro parrocchia o sulla salubrità e su altre necessità dei loro quartieri; basti ricordare la corrispondenza dei parrocchiani indirizzata alle autorità della città di Mbalmayo o le discussioni, a volte lunghe ma feconde di decisioni importanti, di alcune sedute del consiglio pastorale parrocchiale.
Anche se tutti ancora non lo vivono pienamente (affermarlo sarebbe sì lusinghiero, ma certamente illusorio e utopico), possiamo però affermare che molti parrocchiani cercano di vivere l'adeguamento fra quella che tu definivi la parola pronunciata all'interno e la parola detta all'esterno; c'è la preoccupazione di conformare ciò che si pensa con ciò che si fa.
L'ultimo punto del nostro saluto lo mostrerà ancor meglio.
Passaggio da una pastorale passiva ad una pastorale della responsabilità
A dire il vero, Emilio, alla luce della parola di Dio, nelle tue omelie ci chiamavi ad una vera rivoluzione delle mentalità.
Ci incoraggiavi, ad esempio, ad assumerci questa preoccupazione per i poveri e i piccoli; e la Caritas fu creata ed essa vive per sempre, rafforzata ultimamente grazie al ponte di preghiera che tu hai lanciato con la Caritas di Ypacaraí.
Ci spronavi anche a migliorare le nostre condizioni di vita nei nostri quartieri, nelle Comunità Ecclesiali Viventi. Ci hai stimolati a contare innanzitutto su noi stessi, a prendere in carico economicamente la nostra vita.
Senza spirito d'autocompiacimento, giacché vi sono ancora molti passi da fare, possiamo dire che i tuoi consigli non sono rimasti lettera morta; i modesti contributi dei parrocchiani di Obeck, come lo constaterai domani, hanno già migliorato il luogo di preghiera e dei diversi incontri. Come dimenticare, inoltre, la continuità della Scuola di Formazione per Laici, divenuta una delle nostre priorità e che ha per figlia la nostra A.P.O. (Amicale della Parrocchia di Obeck), organo di sviluppo e di solidarietà? Essa stessa ha dato vita al consiglio degli affari economici, organo di trasparenza economica.
Caro Emilio, sono innumerevoli i punti che abbiamo recepito e cercato di mettere in pratica dei tuoi insegnamenti.
Ma tu sai che quando degli amici non si sono visti da molto tempo, possono passare anche un'eternità a chiacchierare, per cui ci limitiamo ai punti che abbiamo appena evocato. Siamo ora qui per ascoltare la tua esperienza sulla pastorale a Ypacaraí e siamo assetati del desiderio di ascoltare e accogliere la tua esperienza di questi anni in Paraguay. Ciò ci aiuterà, ne siamo certi, a ridinamizzare la nostra vita parrocchiale.
Joseph Balla
Parrocchia di Obeck
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