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Vita delle missioni in Africa/51

 


UN DIALOGO PROLUNGATO FRA AMICI


Corrispondenza fra Padre Emilio Grasso e i fedeli della parrocchia di Obeck


 

Pubblichiamo la corrispondenza intercorsa fra Padre Emilio Grasso - in seguito alla sua visita tenutasi a Mbalmayo, in Camerun, dal 13 al 17 agosto scorso - e i fedeli della parrocchia di Obeck.

Tale corrispondenza, come un dialogo prolungato fra amici, rivela la ricchezza dei contenuti degli incontri di questo breve, ma intenso viaggio, e il clima d'amore fraterno che ha sfidato il tempo e la lontananza e già spera e prepara il prossimo incontro di scambio e arricchimento fra la parrocchia di Mbalmayo e quella di Ypacaraí.  



 

 

Genk, 18 agosto 2010


Ai Fedeli della Parrocchia
Beata Anuarite d'Obeck

Carissimi amici,

appena arrivato in Belgio, la prima cosa che sento il dovere di fare è quella di scrivere per ringraziarvi per il gran dono che ho ricevuto della vostra bontà e della vostra amicizia nei miei confronti.

Non merito tutto quello che avete fatto per me in questi giorni che abbiamo trascorso insieme nell'ascolto della parola di Dio, nella preghiera, nell'approfondimento della conoscenza della sua volontà.

Che Dio sia lodato per tutte le grazie che ho ricevuto durante questo viaggio che si è realizzato finalmente dopo sei lunghi anni di assenza.

Spero di essere ancora una volta con voi il mese di febbraio prossimo.

Mi permetto di ricordare al vostro cuore due insegnamenti fondamentali che sono emersi con forza dai nostri incontri:

1.     Il primo è la necessità assoluta di progredire nella trasparenza, accordando sempre l'interiorità del nostro cuore con l'esteriorità dei nostri atti e della parola che esce dalla nostra bocca.

Questa trasparenza non permette che facciamo un doppio discorso: l'uno all'interno del nostro cuore - che ciascuno può aggiustarsi come vuole - e quello che facciamo all'altro, ai più vicini e a coloro che non appartengono alla nostra famiglia o alla nostra comunità.

2.     Il secondo insegnamento ci proviene dal passaggio necessario che dobbiamo realizzare da una comunità chiusa in se stessa ad una comunità autenticamente missionaria, una comunità che vive in pienezza la dimensione cattolica della fede, una fede accompagnata sempre dalla carità del Cristo, capace di aprire il nostro cuore e i nostri occhi per costruire nel mondo intero l'unico Corpo del nostro Salvatore Gesù Cristo, che è la Santa Chiesa Cattolica.

Il ponte di preghiera che abbiamo lanciato tra la Caritas d'Obeck e la Caritas d'Ypacaraí vuole essere un piccolo segno di questa cattolicità che unisce nella stessa fede e lo stesso amore l'Africa e l'America Latina, iniziando dall'unità della preghiera di coloro che sono i più vicini alla Croce di Gesù Cristo, al di fuori della quale il mondo non conosce la salvezza e la gioia eterna.

Rafforziamo questo ponte d'amicizia, di preghiera e di amore.

Con questi sentimenti di profonda gratitudine verso voi tutti, vi abbraccio, contemplando la bellezza dei vostri volti, quali li ho conosciuti in questi giorni di grazia che la bontà del Signore mi ha donato.

Il vostro amico
Emilio


************


Parrocchia «Beata Anwarite»
OBECK
            ***
B.P. 286  MBALMAYO
(CAMEROUN)



Obeck, 21 agosto 2010

Carissimo amico Emilio,

insieme, rendiamo grazie a Dio che ha condotto i tuoi passi dal Camerun fino in Belgio. L'abbiamo saputo attraverso la tua lettera ricevuta in questa fine mattinata della piccola stagione delle piogge. Faceva freddo ed essa ci ha "riscaldato il cuore". Invece di un ben meritato riposo, hai pensato a noi, scrivendoci appena arrivato. 

La tua lettera ricorda ancora, come un leitmotiv, alla memoria collettiva ciò che ieri o l'altro ieri abbiamo sentito dai tuoi insegnamenti: la trasparenza, la cattolicità della nostra Chiesa che ha il dovere di carità e di fedeltà allo spirito evangelico. 

Anche se insisti solo su questi aspetti, occorre riconoscere onestamente che i tuoi insegnamenti sono stati di una grande ricchezza. Ricordiamo qui alcuni punti tra i tanti che possono essere oggetto di meditazione per gli incontri delle CEV (Comunità Ecclesiali Viventi), dei gruppi e dei differenti servizi parrocchiali, in vista della loro concretizzazione, affinché non rimangono dei semplici buoni propositi o del rumore che esce delle nostre bocche. 

L'amore della verità

Hai invitato ciascuno di noi a porsi davanti alla propria coscienza, ad ascoltare la sua voce nel discernimento. Rinchiusi nella menzogna, nella doppiezza, nella paura di dire la verità all'altro in vista del suo bene o del bene comune, rimaniamo sempre schiavi del peccato. "Et veritas liberabit vos" (E la verità vi renderà liberi), afferma lo scrittore sacro. Ed anche la saggezza ancestrale su questo ci avverte: se nascondi la verità, la situazione finirà per "marcire", per degradarsi; esponila alla luce del giorno e la situazione decanterà. È la verità che ci libererà dunque da ogni peccato. 

La fedeltà alle piccole cose ed allo spirito evangelico

Uno degli insegnamenti su cui la nostra pastorale potrà insistere è anche la fedeltà alle piccole cose e allo spirito evangelico, invece di inseguire discorsi vuoti e sterili. Infatti, sull'esempio della Vergine Maria, dobbiamo rispettare il nostro corpo; la formazione dei giovani e degli adulti può essere centrata sul rispetto del proprio corpo chiamato ad entrare, insieme all'anima, nella gloria di Dio. Più che nel passato, dovremo cercare di mettere in pratica le opere di carità corporali. 

Questi spunti da te raccomandati ci saranno di un grande aiuto: l'attenzione ai più piccoli, ai più deboli, ai più poveri, l'amore al prossimo, senza discriminazione, un amore concreto e disinteressato. 

Lo spirito missionario da coltivare

Abbiamo compreso anche che bisogna coltivare lo spirito missionario attraverso la preghiera quotidiana e le opere di carità. Se il ponte di preghiera tra la Caritas d'Obeck e la Caritas d'Ypacaraí non esistesse, bisognerebbe costruirne uno! Grazie a Dio, esso già esiste; la sua fiamma deve brillare costantemente e risplendere su tutta la casa: le nostre famiglie, i nostri quartieri, l'intera parrocchia. 

Uno sforzo di discernimento nelle scelte da operare - per esempio a livello dei differenti servizi liturgici, degli aiuti accordati dalla Caritas, della catechesi e dell'accompagnamento dei più piccoli - è dunque fortemente raccomandato. 

Attendiamo con ansia Febbraio 2011, la data del tuo sperato ritorno, affinché insieme ci mettiamo all'ascolto della parola di Dio, approfondiamo la conoscenza della sua volontà nella preghiera e ci arricchiamo delle nostre esperienze reciproche! 

Ti abbracciamo con grande affetto a nome di tutti i tuoi amici d'Obeck.
 

Joseph Balla

Cécile Etoundi

Emanuele Nkene

 
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Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
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