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Vita delle missioni in Africa/53


Colpevoli o vittime della povertà?

I giovani di Mbalmayo "processano" la corruzione a scuola


La si può chiamare motivazione, gombo, acqua, birra, taxi, carburante... Modi diversi in Camerun per designare la corruzione. Un vero flagello sociale.

La stampa del Paese ironizza amaramente sul fatto che il Camerun, dal 1997 a oggi, sia stato per ben due volte "campione del mondo" in materia di corruzione, secondo la classifica dei Paesi con il più alto indice percettibile di corruzione che l'organizzazione Trasparency International rende annualmente pubblica.

La via della facilità

A tutti i livelli dello Stato, i funzionari si mostrano corruttibili. Del resto, basta pensare al sistema in vigore nell'amministrazione pubblica secondo cui, per essere trasferiti oppure semplicemente per ottenere un posto, si richiedono le credenziali di un "garante" che attesti le competenze e la moralità del candidato. Il garante si trasforma poi in un "padrino" che attende dal suo protetto l'espressione di una riconoscenza non solo verbale.

Per cercare di sradicare il flagello, è stata creata dal Governo, nel 1998, una Commissione Nazionale di Lotta contro la Corruzione (CONAC). È nota, inoltre, l'"operazione sparviero" (opération epérvier), nome dato dai media a una vasta operazione giudiziaria nel quadro della lotta contro la corruzione nel Paese, lanciata nel 2004 sotto la pressione internazionale.

La Chiesa cattolica in Camerun ha denunciato, a più riprese, il fenomeno della corruzione. I Vescovi hanno portato in emergenza il fatto che i bambini crescono sempre più in un clima generalizzato di corruzione, che falsifica profondamente la loro coscienza fin dall'infanzia, insinuando l'illusione che il successo non si ottiene con lo studio, il lavoro e, in ogni modo, con l'impegno, ma con l'inganno e il furto.

La corruzione in ambiente scolastico

L'ambiente scolastico non sfugge al flagello, con tutto quello che ciò comporta: falsificazione dei voti, acquisto di diplomi e della riuscita nei concorsi, vendita delle prove di esame, ecc.

Sono spesso i genitori che introducono i figli nel mondo della facilità e della falsificazione. È proprio quest'accettazione collettiva dell'immoralità a fare la differenza tra la corruzione e una semplice frode, condannata dalla società e normalmente praticata di nascosto.

La corruzione nell'ambiente scolastico non riguarda solo gli insegnanti; gli alunni si trovano in buona posizione tra i corruttori. Sono spesso essi a proporre la "bustarella" per conoscere in anticipo i testi di esame, per modificare i voti ricevuti e falsificare i risultati.

Il processo simulato

Nel contesto di questa problematica, abbiamo organizzato con una quarantina di giovani di Mbalmayo un "processo simulato". Una "simulazione" che ha permesso di sviluppare, sotto forma di un processo, un dibattito su un reato collettivamente tollerato, in questo caso la corruzione. I giovani vi si sono coinvolti, hanno avuto la possibilità di schierarsi, di esporre il loro giudizio, di assolvere o condannare.

L'accusato al processo era un professore universitario che, conosciuto per una certa integrità, finisce per "cedere" alla corruzione nel momento in cui ha bisogno di soldi per pagare un intervento chirurgico delCéline e il professore figlio.

È così che Céline, la studentessa implicata nel caso, ha raccontato che, dopo aver subito due bocciature all'esame di licenza universitaria, non poteva permettersene una terza. I suoi genitori sono poveri, hanno fatto enormi sacrifici per farla studiare. Era già riuscita a negoziare i voti, laddove necessario, con una "bustarella". Nella materia insegnata dal professore accusato, aveva bisogno di "un solo punto" per convalidare l'esame, ma non era riuscita a ottenerlo. Per fortuna gli eventi avevano giocato a suo favore: la malattia del figlio e la necessità di "liquidità" per un intervento chirurgico, avevano persuaso il professore ad accettare il compromesso.

Un banale fatto di corruzione, con le giustificanti del caso. Come giudicate l'accusato? È colpevole? È scusato dalle circostanze? Come giudicate Céline?

In questa "simulazione", nella quale ho svolto la parte del Presidente del Tribunale, ho invitato i giovani a intervenire e a prendere posizione, prima di dare la parola all'accusa e alla difesa e, per ultimi, ai membri della Giuria.

I giovani sono intervenuti vivacemente, hanno espresso il loro giudizio. Per molti l'accusato meritava tutta la comprensione; il motivo che l'ha condotto ad accettare la corruzione è perfino lodevole. Céline, la studentessa, invece andava sanzionata, perché avrebbe dovuto impegnarsi di più per riuscire agli esami, ma alcuni hanno ritenuto che anche lei aveva delle circostanze attenuanti, dato che al fondo la sua intenzione era quella di evitare un dolore ai genitori poveri.

Vari giovani hanno espresso una condanna senza attenuanti nei confronti del professore che avrebbe potuto "legalmente" domandare un prestito o cercare altre forme di solidarietà esistenti per far fronte al suo problema. Con il suo agire, invece, non ha fatto altro che rafforzare la pratica perversa della corruzione.

Il professore, dunque, per alcuni è colpevole! Per altri, invece, è solo la vittima di una situazione di bisogno!

Corruzione e povertà

L'aspetto più emergente nel dibattito è stato il legame che i giovani hanno fatto tra la corruzione e le precarietà della vita, tra corruzione e povertà. La povertà finisce per apparire come una giustificazione della corruzione, la sua "legittimazione" di fatto.

Molti hanno sostenuto la coincidenza tra le due battaglie, la lotta contro la povertà e quella contro la corruzione. La corruzione è considerata come una conseguenza del fallimento delle politiche di sviluppo;Sara nella sua arringa la lotta contro la corruzione è, al fondo, una lotta contro la povertà, entrambe generate dalla stessa struttura sociale.

È stata questa la tesi fondamentale portata avanti da Sara nella sua arringa, giocando, con abile eloquenza, il ruolo di avvocato della difesa e suscitando grande entusiasmo tra il pubblico. "Ma di quale corruzione si parla? - ha domandato Sara - Il professore e la studentessa si sono uniti in un patto fraterno di solidarietà! Si sono reciprocamente aiutati per amore al figlio, il primo, e per amore ai genitori, la seconda".

Lo stato di bisogno, secondo la tesi della difesa, crea sempre una dipendenza che si trasforma in una limitazione dell'autonomia individuale, anche in coloro che sono delle persone integre ("L'accusato non è forse un bravo cattolico? Non va forse regolarmente a messa? Non legge perfino la Bibbia?").

Un lungo cammino per formare le coscienze

Nessun dubbio che la requisitoria della difesa fa tremare i fondamenti antropologici della visione cristiana dell'uomo, della sua libertà, della dignità inerente a ogni persona umana, non subordinata meccanicamente ai bisogni della vita. Anche in una situazione di bisogno ci si può rifiutare di diventare complici di un sistema corrotto e si possono ricercare altre soluzioni per affrontare i problemi. È questa la tesi sostenuta da Eric, avvocato dell'accusa, che ha cercato, non senza fatica, di convincere il pubblico giovanile che la corruzione è la via della facilità, del disprezzo delle leggi e del bene comune, è causa della disgregazione sociale. Ed è ancor più inaccettabile in un professore che ha il dovere di formare la coscienza dei suoi studenti.

"In Camerun siamo materialmente poveri, perché siamo diventati umanamente poveri - ha sostenuto Eric - rifiutando di puntare sulle forze dell'intelligenza e della responsabilità per risolvere i nostri problemi".

La corruzione diventa allora la scorciatoia mediante la quale i giovani si illudono di costruire il loro avvenire. La povertà si nutre della corruzione e la corruzione continua a generare la povertà, in un circolo vizioso perverso che strangola il Paese.

Alla fine del dibattito, non è rimasto che dare la parola ai membri della Giuria che si sono ritirati per discutere e decidere. Al loro rientro il silenzio è stato totale. "L'accusato è giudicato colpevole di corruzione - ha sentenziato il Presidente - ed è condannato a cinque anni di prigione avec sursis [con la condizionale]. Si richiede il rinvio a giudizio per corruzione nei confronti della studentessa Céline".

Molti giovani hanno applaudito; altri, invece, sono rimasti delusi e hanno richiesto un ricorso in appello.

Silvia Recchi


27/09/2010

 
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