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Vita delle missioni in Africa/56


IL PONTE CHE CI UNISCE

Lettera ai fedeli di Obeck



Caro Joseph Balla e cari Amici di Obeck,

è con immensa gioia che vi scrivo da Ypacaraí, in Paraguay. Voglio ringraziarvi innanzitutto da parte di Emilio per i messaggi che gli avete inviato per il suo 44º anniversario sacerdotale. I vostri auguri hanno testimoniato l'amore che gli portate e dimostrato che il ricordo della sua recente visita in Camerun ha consolidato il vostro legame d'amicizia. Avete attinto a questa "sorgente" per dissetarvi, manifestando un nuovo slancio nell'impegno a servizio della vostra parrocchia, nei molteplici aspetti che comprendono sia le diverse piattaforme dei gruppi, le CEV, i giovani, la liturgia, sia le varie strutture parrocchiali. Ricordo anche l'amore e l'impegno costante dei semplici fedeli. Grazie infinite a tutti.

Posso assicurarvi che siete stati presenti in quest'anniversario straordinario sin dalla vigilia quando, durante la Messa, in una cappella di quartiere dedicata a Maria, "Rosa Mistica", i fedeli hanno ricordato nella preghiera il legame che ci unisce, in una liturgia semplice e festosa per i bambini che hanno celebrato con Emilio la loro Prima Comunione.

Uno scambio di fede e di amore

Sono stata accolta da tutti con affetto e simpatia - come la hermanita negrita y blanca (la piccola sorella africana e bianca) per sottolineare la nostra unità - in particolare dal gruppo della Caritas della parrocchia del Sagrado Corazón de Jésús di Ypacaraí. Sono stata accolta soprattutto come rappresentante di Obeck e di questo ponte di preghiera che unisce i malati delle nostre due parrocchie. Ho pregato con i malati nelle loro case e i loro volti rimarranno per sempre nel mio cuore.

Ho così potuto visitare alcuni barrios, i vasti quartieri della parrocchia, in città e in campagna, quelli più benestanti e quelli poveri. La pastorale della parrocchia copre tutta la città e i suoi dintorni, con circa 35.000 abitanti. Vorrei raccontarvi tante cose di questa realtà ecclesiale, sociale e culturale, molto diversa dalla nostra, che ho cercato soprattutto di osservare, di ascoltare profondamente, di accogliere nel mio cuore come una novità che viene dal Signore. È molto importante, infatti, in un incontro e per uno scambio fruttuoso, lasciarsi coinvolgere, senza voler correre subito alle applicazioni concrete secondo i propri schemi culturali, ma restare in un atteggiamento di meraviglia e di apertura reciproca.

È uno scambio di fede e di amore che il Signore ci ha offerto tra le due realtà ecclesiali di Ypacaraí e di Obeck, tutte e due suscitate e amate da Emilio. Questo dono che ho ricevuto - ne sono cosciente - l'ho ricevuto per l'edificazione della Chiesa e dunque anche per voi, cari amici di Obeck.

Mediante la nostra corrispondenza vorrei condividere e sottolineare alcune impressioni che ci interpellano per un approfondimento personale e comunitario.

Il primo dato che caratterizza la parrocchia di Ypacaraí è la forte centralità della predicazione quotidiana alla Messa serale e una pastorale che mette l'accento sulla partecipazione fedele all'Eucaristia domenicale. È questa una nota fondamentale in un contesto ecclesiale come quello del Paraguay in cui spesso la pastorale sociale ha il sopravvento.

L'annuncio della Parola in un contesto liturgico ben curato diventa così un momento privilegiato di evangelizzazione e di approfondimento della fede.

L'ascolto prioritario della Parola

Voi ne avete fatto esperienza: con Emilio l'omelia diventa "avvenimento" che interpella ognuno profondamente. Egli è instancabile nel formare il popolo di Dio, mediante l'ambito liturgico e spesso anche con la sua presenza semplice alla preghiera serale del rosario nelle famiglie, negli incontri con i giovani e i bambini. Questa fedeltà alle piccole realtà quotidiane è coniugata con una pastorale della cultura, mediante interventi a più ampio respiro nella Chiesa e nella società del Paraguay, per l'affermazione della Verità, in un contesto sociale conflittuale e spesso disorientato anche a livello ecclesiale.

Tale centralità dell'evangelizzazione, intorno alla parola di Dio, interpella noi tutti profondamente, poiché la Chiesa è un popolo adunato nel nome della Trinità, che cresce nutrito dalla Parola del Signore e dalla sua Eucaristia.

Dobbiamo saper ritornare sempre alla fonte dei nostri impegni e delle nostre attività, altrimenti c'è il rischio di dispersione e di fuga dall'incontro con il Signore che ci chiama a misurare la profondità e l'altezza della sua Parola e non solo la sua estensione e diffusione.

Dobbiamo essere capaci di discernimento continuo per salvaguardare l'identità del nostro impegno cristiano.

V'incoraggio, cari fedeli, a ben discernere le priorità nelle vostre attività, senza dispersione, affinché ciascuno non diventi sale senza sapore, indaffarato senza concludere nulla, come ci ammonisce San Paolo.

Il fondamento di ogni pastorale

Vi ricordo che Emilio stesso vi ha invitato a vegliare in questo senso su voi stessi e anche a ricordare, se necessario, questi orientamenti a Franco, vostro pastore e alla Comunità tutta, affinché la predicazione e la formazione siano sempre più alimentate da una vita di preghiera e di studio, come primo impegno pastorale.

Il coraggio della trasparenza, della coerenza, delle scelte necessarie a livello pastorale, di ben precisare i limiti delle competenze nelle nostre attività, per non cadere nel pressappochismo e nell'assistenzialismo sterili, sono state acquisizioni molto importanti che Emilio ci ha lasciato per un metodo di crescita spirituale. Queste sottolineature le ho ritrovate qui dove sono portate avanti con molta forza, anche superando resistenze e conflitti, perché nulla nasce e cresce senza passare per la Croce e il coraggio della fedeltà alla Verità.

In queste settimane, ho avuto anche la gioia di salutare il Nunzio apostolico, S. E. Mons. Ariotti, che voi conoscete bene, perché fino a pochi mesi fa era Nunzio in Camerun e ci visitò anche a Obeck. La sua nomina in Paraguay è stata il segno precursore dell'unità che viviamo fra questi due paesi e queste realtà ecclesiali.

Carissimi Amici, vi ricordo tutti con affetto e sento che accompagnate con la vostra preghiera i miei passi, e ciò mi dà entusiasmo e forza di continuare a imparare alacremente per poi condividere con voi.

Saluto tutti e in maniera particolare i giovani e i bambini, presentando i malati e i sofferenti al Signore, nella preghiera semplice del rosario e in questa festa della Parola e dell'Eucaristia che sto vivendo.

A risentirci presto.

Tonia


15/11/2010

 
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