PARROCCHIA E COMUNIONE ECCLESIALE
La scuola di formazione ha riaperto le porte
"Parrocchia e comunione ecclesiale" è stato il tema scelto per la lezione inaugurale con cui la Scuola per la formazione dei laici della parrocchia "Beata Anuarite" di Obeck (Mbalmayo) ha riaperto le sue porte per il nuovo anno pastorale.
Da 14 anni, la scuola mira alla promozione del laicato ad Obeck, alla sua maturità di fede e
all'assunzione responsabile della comunità parrocchiale. Una maturità che passa anche attraverso una più profonda conoscenza delle verità della fede e della vita della Chiesa.
Vari avvenimenti negli ultimi mesi hanno rafforzato la dimensione della comunione ecclesiale ad Obeck: la visita di Emilio venuto dall'America Latina, la sua esortazione ai fedeli a un più grande slancio missionario e il ponte di solidarietà creato tra i malati seguiti dalla Caritas di Obeck e quelli della parrocchia del Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí in Paraguay.
Tutte queste iniziative hanno stimolato ad approfondire maggiormente il senso della comunione nella Chiesa, che i fedeli di Obeck sono chiamati a vivere in prima persona e a comprendere in tutto il suo significato teologale ed ecclesiologico.
Lo scopo della lezione inaugurale è stato proprio quello di aiutare gli iscritti a comprendere la nozione di comunione ecclesiale.
La comunione nella Chiesa
Di certo, la Chiesa non può essere concepita come una democrazia dove l'autorità ha la sua origine nel popolo ed è da esso definita e designata.
La Chiesa, tuttavia, non può neanche essere considerata come una monarchia, come si percepisce talvolta, dato che il potere di esercitare l'autorità viene da Dio e non dagli uomini. L'immagine della monarchia, così come quella della democrazia, non esprime quindi la natura profonda della Chiesa, né fa comprendere l'esercizio del suo potere. Quest'ultimo non è sottomesso a una razionalità puramente sociale, ma esige, innanzi tutto, una legittimazione nella fede e risponde a una logica pastorale.
La visione della società ecclesiale, delle sue strutture, la legittimazione dell'esercizio del potere, non sono da ricercare nell'analogia con la società civile. La Chiesa non conosce la separazione dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, propria ad ogni società democratica, al contrario essi sono uniti in una stessa persona, il Papa o il Vescovo, o in una stessa istanza, come il Concilio ecumenico.
Nella Chiesa, inoltre, c'è l'assenza d'ogni mezzo di coercizione fisico. Essa esorta, oppure ordina o ancora invita i fedeli; nell'esercizio del suo potere, la Chiesa dispone solo di sanzioni disciplinari proprie alla sua natura e di sanzioni spirituali nell'ordine sacramentale.
I fedeli presenti alla lezione inaugurale hanno ben compreso che la Chiesa non si definisce come una democrazia e neanche come una monarchia. Si definisce invece come "comunione"; quest'ultima non è creata da un'azione della gerarchia, né del popolo perché è, innanzi tutto, grazia, dono, comune partecipazione alla vita trinitaria e all'unico amore rivelato da Dio attraverso il Figlio, nello Spirito, che opera nella Parola, nei sacramenti, nei carismi elargiti al popolo di Dio.
La lezione inaugurale ha voluto soffermarsi sull'ampiezza e sulla profondità di questa nozione di comunione. La Chiesa è una comunione che produce l'unità grazie alla comunione trinitaria dove trova la sua origine. È comunione gerarchica che stabilisce l'unità del collegio apostolico, vale a dire tra tutti i Vescovi nel mondo col capo visibile che è il Papa; è comunione sacramentale che unisce i Vescovi e i preti come ministri sacri; è comunione dei fedeli che costituiscono l'unico popolo di Dio; è infine comunione dei santi che unisce la Chiesa sulla terra con quella del cielo e dà alla prima il suo carattere escatologico.
Comunione e corresponsabilità
Se la comunione comporta, da un lato, una dimensione verticale, in quanto partecipazione alla vita trinitaria, essa esige e comprende, dall'altro, una dimensione orizzontale, vale a dire l'unione tra i fedeli e tra le Chiese particolari.
La lezione ha messo l'accento sul fatto che questa comunione non è un'idea astratta, né un semplice sentimento del cuore dei fedeli. Come Lumen gentium ha ben sottolineato, con essa "non s'intende un certo vago 'sentimento', ma una 'realtà organica', che richiede una forma giuridica e che è, allo stesso tempo, animata dalla carità" (LG, Nota esplicativa previa n. 2).
Se la Chiesa è comunione, è necessario che la sua vita e quella dei fedeli lo mostrino concretamente. Giustamente poiché la Chiesa è comunione, la corresponsabilità dei membri è necessaria a tutti i livelli.
La corresponsabilità è una categoria morale che s'incarna anche in strutture concrete, a vari livelli, come lo mostrano, ad esempio, i differenti consigli previsti dal diritto della Chiesa, mediante i quali i fedeli offrono il loro contributo all'autorità ecclesiastica.
La partecipazione e la corresponsabilità dei fedeli nei confronti della Chiesa e della loro comunità parrocchiale non sono una concessione benevola dell'autorità ecclesiastica, ma un'esigenza profonda della vita cristiana.
La parrocchia nella comunione ecclesiale
La lezione inaugurale ha insistito, infine, sulla vita concreta della parrocchia che non è una cellula isolata e il cui parroco non è un operaio solitario; essa vive nella stessa comunione ecclesiale che il parroco ha la missione di garantire.
Nella comunità parrocchiale, i fedeli sono chiamati a fare l'esperienza della comunione e ad essere, allo stesso tempo, segno e strumento di unità per il mondo, contro ogni spirito di separazione, di razzismo,
di tribalismo.
Per i fedeli di Obeck, la sfida oggi è proprio quella di vivere questa comunione in tutti i suoi aspetti, realizzando il passaggio necessario da una comunità chiusa in se stessa e nelle sue problematiche ad una comunità missionaria, aperta alla dimensione cattolica della fede.
È con questa lezione e quest'esortazione che la Scuola per la formazione dei laici ad Obeck ha riaperto le sue porte nel nuovo anno pastorale. Con ciò, ha invitato i fedeli ad impegnarsi maggiormente sulla strada esigente di una carità ricca di intelligenza e di un sapere animato dalla carità, come afferma il motto che la Scuola ha scelto per i suoi iscritti.
Silvia Recchi
10/12/2010