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Contrabbando
Grave minaccia per l'economia del paese
Secondo uno studio recente svolto dal Gicam (Gruppo interpatronale del Camerun), lo Stato sta perdendo enormi entrate finanziarie a motivo del contrabbando.
Il calo economico causa del commercio illecito di carburante, ad esempio, è stato calcolato in circa 13 miliardi di FCFA (quasi 20 milioni di Euro) al mese. Una media di 21.643.000 litri di carburante entra mensilmente nella parte settentrionale del paese; tale quantità rappresenta 1/5 della produzione ufficiale del Camerun.
Le cifre sono risuonate sbalorditive, quando il Segretario esecutivo del Gruppo le ha rese pubbliche, aggiungendo che il fenomeno non riguarda solo il carburante, ma molti altri prodotti.
Da qualche mese, nella parte settentrionale del Camerun, infatti, si è installata una rete di commercio illecito di merci come riso, zucchero, farina, sigarette, manufatti in plastica, pezzi di ricambio vari.
Vengono trasportati con camion o con cisterne dall'estero ed entrano clandestinamente, senza che di fatto gli operatori paghino le tasse d'importazione.
Anche i controlli di polizia sono risultati completamente inefficaci e incapaci di contrastare il fenomeno, sicuramente a causa dei meccanismi di corruzione innescati. Del resto, l'inchiesta conferma che il contrabbando è ben radicato nella mentalità della gente e tranquillamente accettato da tutti.
Tutto questo fa perdere importanti risorse economiche al paese, soffoca l'economia e provoca soppressioni progressive di impieghi, aumentando la disoccupazione.
Per questa ragione, il Gicam ha deciso di coinvolgere lo Stato, suggerendo di intervenire con mano forte e progettando contemporaneamente delle campagne di sensibilizzazione, attraverso l'organizzazione di seminari che possano riunire tutti coloro che prendono parte alla catena di lotta contro il contrabbando e obbligando anche l'amministrazione delle dogane a creare delle procedure chiare ed efficaci, adattate al contesto sociale della regione.
Fonte: www.cameroon-tribune.net (28/10/2008)
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