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Cresce l'insicurezza in Camerun
Diversi articoli nei giornali nazionali in Camerun hanno denunciato alcuni fatti criminali che interessano vaste zone del paese e grandi agglomerati di popolazione. Non si tratta di azioni specifiche e locali, ma di vere e proprie "occupazioni" del territorio da parte di un banditismo che sfugge sempre più a qualsiasi controllo dello Stato.
La città di Limbé, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 settembre scorsi, è stata presa in ostaggio per cinque ore da un commando di una cinquantina d'individui, i quali hanno isolato una grande zona della città, chiudendola al traffico. Il commando è venuto dal mare con tre imbarcazioni a motore, ha assalito e svaligiato tre banche, portando via una gran quantità di denaro, tenendo a bada la popolazione e le forze dell'ordine del luogo. Portato a termine il loro piano, i banditi sono ripartiti, lasciando a terra un morto e diversi feriti.
Negli stessi giorni un veterinario del Nord Camerun, dopo aver esposto invano diverse denunce alle autorità competenti, ha informato i giornali della situazione insostenibile in cui vivono gli allevatori di bestiame. Da tre anni sono costantemente aggrediti da banditi che sequestrano i loro figli per domandare riscatti astronomici. Più di 143 allevatori sono stati uccisi; 354 persone sequestrate, un miliardo e trecentocinquanta milioni di Fcfa (2.058.061,73 Euro) di riscatti pagati; più di duecentomila capi di bestiame sono usciti dalla Provincia del Nord e portati in Nigeria; sette villaggi con l'intera popolazione sono stati trasferiti altrove.
La conseguenza è stata la diminuzione dell'offerta di bovini dell'ordine del 50% e, logicamente, l'aumento del prezzo della carne da 1.100 Fcfa (1,68 Euro) a 1.700 Fcfa (2,60 Euro).
Di fronte a questi fenomeni criminali, la gente si sente abbandonata. Del resto, l'incompetenza e l'indifferenza hanno caratterizzato, negli eventi citati, i vari responsabili dello Stato. Nonostante il fatto che i diversi servizi di sicurezza avessero ricevuto rapporti e denunce sulle situazioni, nulla è stato fatto; nessuno ha preso sul serio alcune informazioni ricevute in anticipo sui misfatti e reagito di conseguenza.
Tali eventi sono di una tale gravità e vastità che fanno pensare all'esistenza di una fitta rete di complicità all'interno dei servizi e dell'amministrazione dello Stato.
Certamente c'è anche una forte carenza di strumenti per poter intervenire. I mezzi di trasporto sono insufficienti, gli effettivi della Polizia e della Gendarmeria limitati, i loro stipendi miseri e le condizioni delle strade disastrose.
Queste situazioni non si possono sanare soltanto con semplici interventi o con rinforzi di uomini e di mezzi. Occorre un cambiamento di mentalità ed un recupero urgente di quei valori morali che sono alla base della vita civile e dello sviluppo di un popolo.
Fonti: www.lemessager.net (02/10/08);
www.lejourquotidien.net (01/10/08);
www.lejourquotidien.net (07/10/08)
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