Crollo della produzione del caffè
Tra il 1991 e il 2007, le esportazioni complessive di caffè dai paesi produttori, sul piano mondiale, sono aumentate del 20%.
Nello stesso periodo, in Camerun, le esportazioni sono diminuite del 68%.
"Mentre gli altri progrediscono, il Camerun indietreggia", ha affermato il Direttore Generale dell'Ufficio nazionale del caffè e del cacao (Oncc), durante un recente incontro per la formulazione di una strategia di sviluppo del settore del caffè camerunese.
Nel 1986 il Camerun esportò 132.000 tonnellate di caffè e fu classificato come il 12° produttore mondiale. Cinque anni più tardi, nel 1991, il Camerun era già indietreggiato al 14° posto, con 103.000 tonnellate. Nel 2008 è retrocesso al 22° posto nel mondo, con soltanto 33.000 tonnellate.
La caduta della produzione nazionale è una conseguenza di tutta una serie di disfunzioni che riguardano il livello della ricerca, della produzione, della commercializzazione e della trasformazione.
"È ora che prendiamo in mano il nostro destino. Abbiamo deciso di invertire la tendenza al ribasso che non è per niente inesorabile", proclama il Direttore Generale dell'Oncc che rende note alcune linee portanti di quello che intende intraprendere: un aumento del volume della produzione e un miglioramento della qualità del caffè; il risanamento del processo di commercializzazione e una maggiore professionalità degli operatori del settore.
Per il Direttore Generale, si tratta anche di conquistare nuovi mercati. L'obiettivo è di raggiungere, entro il 2015, una produzione di 80.000 tonnellate di caffè e di portare la consumazione interna del paese a 8.000 tonnellate, vale a dire al 10% della produzione.
Per aumentare il volume della produzione, occorre recuperare le vecchie piantagioni, sostenere un più facile accesso ai mezzi produttivi e promuovere giovani coltivatori. Per risanare la catena di commercializzazione, inoltre, occorre estirpare gli operatori disonesti che acquistano il caffè senza preoccuparsi del rispetto della regolamentazione in vigore.
Fonte: www.lemessager.net (14/5/09)
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