Giornalismo difficile
In Camerun, secondo il Ministero della Comunicazione, circa 100 stazioni emettono trasmissioni radiofoniche e televisive. Nel 2005 l'Unione dei giornalisti del Paese (UJC) aveva recensito ufficialmente circa 500 giornali.
Un'inchiesta sulla situazione professionale dei giornalisti, svolta nel settembre del 2009 per conto del sindacato dei giornalisti operanti in Camerun e con il concorso dell'Unione Europea, ha portato in emergenza che un terzo dei giornalisti (il 32%), percepisce meno di 76,00 euro di stipendio mensile, un montante che rimane molto al disotto della retribuzione minima fissata dalla Convenzione collettiva dei media, che è di 176,00 euro.
"Lo stipendio è pagato regolarmente per il 42%, in particolare nei media pubblici", precisano i sindacalisti; i giornalisti operanti nella stampa privata, invece, accusano "nella maggior parte dei casi degli stipendi arretrati da due a dieci mesi". Molti di coloro che appartengono a quest'ultima categoria non hanno un contratto di lavoro e non beneficiano di nessuna copertura sociale.
Adottata nel 2008, la Convenzione collettiva dei media, che fu presentata come la "bibbia giuridica" dei professionisti, ancora "tarda ad essere applicata", ha deplorato il Presidente del sindacato dei giornalisti in occasione del recente Simposio internazionale sulle condizioni di esistenza delle agenzie di stampa in Camerun.
Sempre secondo le dichiarazioni del Presidente di tale sindacato, l'applicazione effettiva e il rispetto della Convenzione potrebbe, al contrario, permettere ai giornalisti "di mettersi al riparo dal ghombo" (espressione che designa il sistema di tangenti percepite quando si tratta di dare una certa copertura mediatica ad alcuni avvenimenti), che situa il settore dell'attività giornalistica tra quelli più corrotti in Camerun e che falsifica profondamente l'oggettività delle informazioni.
Fonti: www.camerounonline.org (18/2/2010)
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