I PROFETI CHE PREOCCUPANO I CAMERUNESI
Numerosi leader di associazioni religiose hanno cominciato a predire che il Camerun potrebbe conoscere una grave crisi sociale.
Nel dicembre scorso, Samuel Percée, che si proclama al servizio di Dio, annunciò di avere avuto delle visioni. Un noto quotidiano, Le Messager, ha riportato la notizia con tutti i dettagli che annunciavano scene di guerra civile, uomini armati di machete e di fucili, e due milioni di morti.
Predizioni analoghe sono state fatte da altre persone che si fregiano del titolo di profeti. Il più celebre di questi, in Camerun, è il pastore T.B. Joshua. Fondatore della Sinagoga Church Of All Nations, gli si riconosce la capacità di guarire, di profetizzare, di cacciare i demoni e vari altri poteri. I culti del suo gruppo religioso sono ritrasmessi quotidianamente da una rete televisiva di cui Joshua è il promotore.
Joshua afferma che il Camerun è sotto la minaccia di una disgrazia imminente che, però, potrebbe essere evitata se i Camerunesi aderissero in massa alle campagne di evangelizzazione, oppure organizzassero una preghiera nazionale collettiva di pentimento.
Preoccupante effervescenza religiosa
All'annuncio di queste predizioni, numerose sono le associazioni cristiane che hanno reagito al problema, organizzando delle risposte qualificate. Un esempio è offerto dalla città di Douala, capitale economica del Camerun, dove vi è stata, di recente, una forte effervescenza religiosa. Due radio locali hanno trasmesso un programma il cui obiettivo era di recuperare almeno 100.000 anime. Pannelli e banderuole, esposti nelle vie della città, esortavano Dio a proteggere e a benedire il Camerun.
C'è anche chi pensa che tali profezie manchino di precisione e che, per risultare credibili, dovrebbero offrire maggiori dettagli sui fatti preannunciati. In realtà nascono spesso gravi sospetti perché, quasi sempre, esse sono seguite da una richiesta di organizzare varie campagne di evangelizzazione di massa. E queste campagne, in effetti, si moltiplicano ripetutamente nel paese.
Il Camerun è uno dei paesi africani dove le Chiese, per certi strati sociali, sono considerate un vero trampolino per conseguire la felicità. La legge del 1990 sulla libertà di culto ha enormemente amplificato la creazione di gruppi religiosi nelle grandi metropoli del paese. Ogni giorno ne nascono di nuovi, sia nei villaggi sparsi in foresta, sia nei quartieri delle città, e ciascuno propone ai suoi adepti la felicità assoluta.
Le denominazioni di questi gruppi sono molteplici: "Missione di pieno Vangelo", "Chiesa apostolica e neoapostolica", "La vera Chiesa di Dio", "Chiesa del cristianesimo celeste", "Chiesa del combattimento spirituale", "La santa Chiesa di Dio", "Gesù ritorna presto".
Alla ricerca della felicità
Il governo camerunese riconosce attualmente, in modo ufficiale, circa 80 gruppi religiosi le cui attività sono autorizzate; di fatto, però, sono circa 200 le "Chiese" attive in Camerun. A questa ricerca di felicità e di una nuova fede, le popolazioni aderiscono in gran numero. Nelle stesse università del paese il fenomeno conosce uno sviluppo preoccupante.
Secondo il sociologo Pierre Marie Kamdem, i fedeli ricercano in tali gruppi delle vie più facili di successo, credendo ingenuamente che, mediante la preghiera e certe pratiche religiose, possano ottenere benessere e felicità. Sono pronti a indebitarsi per sborsare somme di denaro per il loro pastore e per veri e propri "guru".
Le vittime di questi veri o falsi pastori sono numerose, come riferisce abbondantemente la cronaca dei giornali. In alcune delle cosiddette "Chiese del risveglio" vige perfino il divieto di portare i malati in ospedale, perché le preghiere del loro pastore sarebbero più efficaci del chinino per curare la malaria.
Vero per gli uni, falso per gli altri, il dibattito sui tanti profeti resta un tema di attualità.
Ovviamente ci sono anche coloro che affermano che non occorre essere dei profeti per annunciare degli sconvolgimenti sociali in Camerun, dal momento che la congiuntura socio-economica del paese, aggravata da varie tensioni politiche, è uno degli indicatori storici di agitazioni collettive.
Fonte: www.journalducameroun.com (27/05/2009; 31/5/2009; 1/6/2009)
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