I riti che umiliano le vedove
La prima Giornata internazionale della vedova, celebrata il 23 giugno 2011, secondo la decisione dell'Assemblea delle Nazioni Unite, è stata occasione, in Camerun, di una serie di manifestazioni e iniziative per riflettere sulla situazione di questa categoria sociale del Paese.
Secondo il Ministero per la Promozione della Donna e della Famiglia (MINPROFF), in Camerun sono state recensite circa 500.000 vedove, riunite in associazioni, sotto la supervisione dello stesso Ministero.
Colpite dalla perdita dei loro mariti, queste donne devono far fronte quotidianamente a gravi problemi, denunciando le molteplici molestie che sono costrette a subire dopo che il marito è scomparso e i riti di vedovanza che si tramutano spesso in un attentato contro la loro integrità fisica.
Questi riti fanno parte di una tradizione culturale molto radicata nel Paese; alle origini erano considerati un passaggio obbligato che permetteva di preparare la vedova alle difficoltà della vita che avrebbe dovuto ormai affrontare da sola.
Le cerimonie della vedovanza si risolvono sempre più spesso in sevizie, oltraggio al pudore, ferite gravi con colpi a volte mortali. Spesso sono le stesse sorelle del defunto a svolgere la funzione di "boia" in tali riti che diventano occasione di vendette e di veri e propri regolamenti di conti nei confronti della vedova, punita per non aver intrattenuto buoni rapporti con la famiglia del marito.
Non è raro che la vedova, spogliata di tutti i beni, sia considerata proprietà della famiglia del marito che può darla in moglie, senza il suo consenso, a uno dei suoi membri.
Oltre agli aspetti inquietanti legati alla tradizione, il vero problema delle vedove è l'ignoranza dei propri diritti, soprattutto nelle zone rurali. Secondo il MINPROFF, le vedove al 90% ignorano quello di cui hanno diritto dopo la morte del coniuge, e sono spogliate di ciò che spetta loro.
La conseguenza di questa situazione è che si ritrovano povere, infelici e ridotte a mendicare per far crescere i figli. Secondo uno studio condotto nel 2010 dal MINPROFF, oltre il 43% delle vedove registrate sono vittime di gravi problemi sociali.
Per aiutare questa categoria di persone considerate "vulnerabili" ed evitare la loro esclusione sociale, l'emarginazione e la povertà di cui sono vittime, il MINPROFF ha messo a punto un piano d'azione che include un programma di sostegno, nelle zone rurali, attraverso la fornitura di attrezzature e di piccoli incentivi agricoli; oltre a questo, il programma prevede una campagna di educazione prematrimoniale, matrimoniale e familiare.
Una campagna che non sarà certo facile, considerati gli ostacoli culturali che impediscono la soppressione di tradizioni ancestrali che umiliano le vedove, anche se si assiste, oggi, a un certo pervertimento delle ragioni che le hanno fatte nascere.
Fonti: www.cameroon-tribune.net (6/6/2011)
www.cameroononline.org (21/6/2011)
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