Il Camerun tra i Paesi a rischio
La recente classifica pubblicata dalla rivista americana Foreign Policy situa il Camerun tra i Paesi a rischio nel continente africano.
Nel numero di agosto, la rivista ritorna sulla preoccupante situazione economica in certi Stati africani, tra cui il Camerun. Precisa che, se Stati come lo Zimbabwe ed il Sudan sono in testa dei paesi a rischio, il 2008 ha visto dei nuovi arrivati "avvicinarsi pericolosamente all'abisso".
Per quanto riguarda il Camerun, il rapporto di Foreign Policy afferma che "abitualmente tranquillo, il Camerun ha conosciuto un anno come il 2008 molto agitato". L'affermazione è giustificata dal fatto che "la disoccupazione in aumento costante è diventata insopportabile col rialzo dei prezzi delle derrate alimentari all'inizio dell'anno", provocando, secondo i redattori del rapporto, i famosi "moti della fame" che hanno fatto ufficialmente 40 morti in alcune città del Paese tra cui Yaoundé.
Pur riconoscendo che l'agitazione da allora ad oggi si è placata, i redattori del rapporto di Foreign Policy affermano che "ciò non potrà durare, vista l'andatura dell'economia del Camerun in caduta libera". E si cita il crollo della vendita del legno e degli altri prodotti di esportazione che ha fatto perdere alle imprese più di 630 milioni di dollari dall'inizio della crisi. Una crisi che ha anche ipotecato la maggioranza dei progetti minerari, agricoli ed idroelettrici dello Stato.
La situazione sarebbe resa più grave dal flusso in Camerun di profughi del Ciad, che viene a pesare sulle magre risorse esistenti.
Tra gli altri paesi africani di cui è questione nel rapporto di Foreign Policy, figura la Guinea che, dalla scomparsa del Presidente Lansana Conté, vive di nuovo sotto il controllo dell'esercito. C'è, inoltre, la Guinea Bissau (il cui il Capo di Stato, Joao Bernardo Vieira, è stato recentemente assassinato) che, secondo il rapporto, rappresenta il punto di partenza del mercato della droga in Europa. Risulta che il valore commerciale della droga sequestrata nel 2007 costituisce fino al 25% del Pil [= prodotto interno lordo, l'indicatore economico che misura il livello di produzione di un Paese].
Nella classifica pubblicata dalla rivista americana c'è anche il Sudan che conosce una crescita a due velocità, quella della capitale Khartoum, con uno sviluppo folgorante, e quella delle altre città del Paese, molto più arretrate.
I differenti fattori presi in considerazione dalla rivista americana nella redazione del rapporto sono, in particolare, la situazione economica degli Stati, il loro ritmo di crescita, la qualità dei servizi pubblici, il livello d'insicurezza, il rispetto dei diritti umani, le rivendicazioni sociali e il tasso d'immigrazione.
Fonte: www.quotidienmutations.info (18/8/2009)
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