Il giudice e la scopa
Giustizia e corruzione in Camerun
"La giustizia in Camerun deve rassicurare, spazzando innanzi tutto davanti alla propria porta, prima di prendere provvedimenti in tutta legittimità".
Questo discorso del Vice-Primo Ministro e Ministro della Giustizia in Camerun, Amadou Alì, ha aperto la riunione annuale, a fine ottobre, dei Presidenti delle Corti d'appello, in cui all'ordine del giorno c'erano tra l'altro la valutazione dell'applicazione del nuovo Codice di procedura penale e un rapporto dettagliato sul rispetto dei diritti umani fondamentali.
L'immagine utilizzata dal Ministro della Giustizia è molto espressiva e non è certamente fortuita. La necessità di lottare energicamente contro la corruzione degli organi pubblici è un'indubbia priorità nel paese. Il Ministro ritorna con insistenza sul tema della necessaria probità dei magistrati.
La situazione nazionale rimane marcata dall'intensificarsi della lotta contro la corruzione; lo svolgimento dell'operazione battezzata dalla stampa Epervier ("Sparviero") colloca il potere giudiziario nel cuore del combattimento.
Tale operazione consiste in un vasto movimento annunciato a fine marzo 2005 dal Presidente della Repubblica e divenuto operativo all'inizio del 2006, per lottare contro la corruzione e le malversazioni finanziare. Una lotta fortemente sollecitata dagli organismi d'aiuto internazionale e considerata come una delle condizioni affinché il Camerun possa beneficiare di una serie di riduzioni del debito internazionale e conseguire, quindi, una diminuzione della povertà.
La missione d'investigare sugli amministratori pubblici, sospettati di malversazioni finanziarie, fu affidata proprio al Vice-Primo Ministro. Fino ad oggi lo "Sparviero" è piombato su alcune grosse "balene"; troppo poche ancora, rispetto alla gravità della situazione. Nel discorso di fine anno 2007, il Presidente della Repubblica ha dovuto dichiarare che l'operazione dovrà continuare.
Il giudice gioca evidentemente un ruolo essenziale in questa lotta. In certo qual senso, tiene in mano "la scopa" per far pulizia nella società. La credibilità della giustizia è un elemento indispensabile per rassicurare le forze produttive che investono nel paese.
Lo stato della giustizia in Camerun, secondo gli indici registrati dall'organizzazione Trasparency International, è, però, molto poco confortante. Solo fino a tre anni fa, essa era considerata addirittura, insieme alla gestione delle dogane e delle imposte, come l'amministrazione tra le più penetrate dalla corruzione.
Le sentenze giudiziarie non hanno mai brillato per probità e trasparenza, creando una situazione di allerta tale da dover essere pubblicamente denunciata dal Presidente del Camerun in un suo messaggio di fine anno.
Si sono susseguite anche varie sanzioni pubbliche, decise dal Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti di magistrati, ma il problema continua tuttora a preoccupare il governo.
Questo è il quadro entro cui si colloca la recente esortazione del Ministro della Giustizia, il quale chiede ai giudici di sanzionare "in tutta indipendenza e nel rigoroso rispetto delle leggi della Repubblica, ma senza debolezza", gli autori di atti di corruzione.
Ci si chiede, però, come potrebbe un giudice realizzare questo compito, quando lui stesso presta terreno a pressioni, compromessi tribali, triviali o di parte.
Fonti: www.cameroon-info.net (29/10/2008)
www.camerounonline.org (29/10/2008)
www.cameroon-tribune.net (30/10/2008)
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