Intervento dei Vescovi del Camerun
su corruzione e insicurezza
Ancora una volta, i Vescovi del Camerun, riuniti nei primi giorni di gennaio in Conferenza Episcopale a Maroua, sono insorti contro i crimini non chiariti nel paese e contro i fedeli complici di malgoverno.
"Il dramma (il recente assassinio del sacerdote François Xavier Mekong), che si aggiunge alla lista già lunga degli assassinii di ecclesiastici nel paese, ci spinge ad interrogarci sul nostro ruolo che è di risvegliare le coscienze".
Sono le parole con cui Mons. Samuel Kleda, vice-presidente della Conferenza Episcopale nazionale del Camerun e Arcivescovo coadiutore di Douala, ha marcato l'apertura dei lavori della Conferenza Episcopale che si sono tenuti nella città di Maroua, nel nord Camerun, per preparare il prossimo Sinodo su "La Chiesa d'Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace", previsto dal 4 al 25 ottobre 2009.
Mons. Kleda non ha mancato d'interpellare le autorità civili e militari del Camerun che, in Africa centrale, batte il record quanto al "numero di persone uccise senza che nessun'inchiesta degna di tale nome sia pervenuta ad elucidare le circostanze della loro morte e all'arresto dei colpevoli. È tempo perciò che la giustizia giochi il suo ruolo come avviene in ogni Stato di diritto che si rispetti".
Mons. Philipe Stevens, Vescovo della diocesi di Maroua-Mokolo che ha accolto la riunione dei Vescovi, da parte sua ha denunciato le malversazioni finanziarie e la ricerca selvaggia di benefici di alcuni, che rendono difficile la vita di migliaia di uomini e donne che sono oggi senza difese, creando ingiustizia e frustrazioni.
Mons. Stevens ha fatto notare che la Chiesa cattolica in Camerun è stata sempre all'avanguardia nella denuncia dei mali che affliggono la nazione. Ha citato la lettera dei Vescovi del 1990 sulla crisi economica nel paese e la lettera del 2000 sulla corruzione in Camerun.
Le prese di posizione dell'Episcopato avrebbero dovuto favorire delle riforme conseguenti. Ma, ha aggiunto Mons. Stevens, "Dove sono i quadri cristiani? Sono proprio questi, purtroppo, che si ritrovano nelle appropriazioni illecite dei fondi pubblici destinati alle scuole, agli ospedali. Sono loro ad essere presenti nella catena di corruzione dei mercati pubblici".
L'appello dei Vescovi ai cristiani del Camerun è stato di "scegliere il loro campo", abbandonando le vecchie pratiche che non rendono onore al loro nome, e di cooperare, piuttosto, allo sviluppo del paese, che richiede una giusta ripartizione delle terre e l'impegno per la lotta contro il banditismo e i furti.
Fonti: "Cameroon tribune" (6/01/2009, p. 3)
"La Nouvelle Expression" (6/01/2009, p. 2)
"Mutations" (6/01/2009, p. 6)
www.cameroon-info.net (7/01/09)
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