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La crisi finanziaria colpisce il legno africano
Annullamento a catena delle ordinazioni, diminuzione drastica delle esportazioni, migliaia di posti di lavoro ormai persi. Da alcuni mesi, gli effetti della crisi finanziaria internazionale colpiscono gravemente il settore del legno africano.
Nei piazzali del parco legno del porto autonomo di Douala, regna quotidianamente la calma dei giorni festivi. Sono ormai finiti i rombi dei motori dei camion che, fino ad alcuni mesi fa, laceravano l'aria giorno e notte.
Prima della crisi finanziaria che interessa attualmente l'Europa, il Camerun vi esportava il 66% dei suoi tronchi e circa l'88% delle sue assi di legno. Nel vecchio continente, essendo i cantieri di costruzioni in netta regressione (diminuzione del 28% delle vendite d'alloggi nuovi in Francia nel primo trimestre 2008, poi del 44% fra agosto ed ottobre scorsi), in Camerun le richieste di legno da costruzione si fanno ormai rare.
I rivenditori, in previsione che i prezzi del legno si abbassino ulteriormente per la crisi, non immagazzinano più e, addirittura, annullano le vecchie ordinazioni (il 30% in meno fra giugno ed ottobre 2008).
In Africa, la diminuzione delle esportazioni di legno è stata aggravata dalla fine dei grandi lavori dei Giochi Olimpici in Cina (questo mercato rappresentava fra il 23% ed il 30% delle esportazioni di legno dell'Africa centrale), dalla debolezza del dollaro che rincarava il legno africano e dal rialzo del petrolio grezzo che, prima dell'abbassamento iniziato da alcuni mesi, ha appesantito i costi di fabbricazione e di trasporto. La simultaneità di tutti questi fattori ha sconvolto il settore.
Il momento è venuto di tirare la cinghia. Alla Cameroon United Forest (CUF), una società forestale di Douala, si spengono le luci ed i climatizzatori già a partire dalle ore 12,30. La crisi ha colpito la società dal settembre scorso. Il "30% d'ordinazioni annullate all'inizio, dal 50 al 60% oggi", precisa il suo direttore generale. Il fatturato dell'ottobre scorso è caduto del 40% rispetto a quello d'ottobre 2007. Qui, come presso tutti i professionisti del settore, gli investimenti sono congelati ed i tagli degli alberi arrestati. "Finito con le ore supplementari, gli straordinari del week-end, i premi di produzione. Se si continua di questo passo, saremo obbligati a lasciare a casa più del 50% del personale", spiega il direttore.
Per Jean-Marie Assene Nkou, della Camera di commercio, la maggior parte dei lavoratori del settore legno sono già in stato di disoccupazione "temporanea" per mancanza di materia prima. Se la crisi persiste, 10.000 impieghi potrebbero essere soppressi. Come in Camerun, le stesse grida di sconforto si alzano in tutti i paesi africani esportatori di legno, come il Centrafrica, il Congo, la Repubblica Democratica del Congo.
Fonte: www.JadeCameroun.com (11/12/2008)
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