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La malaria uccide ancora


 

La malaria, che colpisce 600 milioni di persone nel mondo e causa la morte di due milioni d'individui ogni anno, è la malattia più diffusa in Camerun, al punto da diventare il nome generico che si dà alla febbre. Essa è la principale causa di mortalità infantile e di decesso delleMalaria donne incinte.

Secondo alcune cifre fornite dal Ministero della sanità del Camerun, la malaria è all'origine di circa il 50% delle consultazioni mediche, del 23% dei ricoveri, del 40% dei decessi di bambini di meno di 5 anni, di circa il 35% dei decessi in generale e del 40% delle spese familiari per la salute.

Le strategie e i mezzi di lotta per tentare di estirpare la malattia nei paesi africani, messi a punto all'inizio degli anni sessanta, hanno suscitato inizialmente grandi speranze, ma le campagne d'igiene organizzate nelle città e nei villaggi, e la prevenzione fatta con la distribuzione dei medicinali ai bambini nelle scuole hanno ottenuto risultati molto limitati. Lo sviluppo, infatti, di differenti forme di resistenza alle cure e la moltiplicazione degli effetti secondari delle medicine utilizzate hanno comportato delle correzioni e spesso l'abbandono dei programmi stessi.

Diventa, quindi, sempre più difficile curare i casi di semplice malaria ed è per questo che le recenti azioni di informazione della popolazione si sono basate soprattutto sull'utilizzazione delle zanzariere impregnate di prodotti repellenti e sull'uso degli insetticidi.

Nonostante la presenza di vari programmi mondiali di lotta contro la malaria, realizzati anche con l'appoggio di donatori internazionali, l'accesso alle cure resta una grande preoccupazione per numerose famiglie povere. La malattia si sviluppa, infatti, negli ambienti più insalubri, dove maggiormente domina la povertà endemica.

In questi contesti di grave povertà, oltre all'accesso gratuito alle cure contro la malaria, specialmente per i bambini e per le donne incinte, diventano necessari la valutazione delle strategie adottate nel passato, la mobilitazione delle popolazioni e lo sviluppo della ricerca scientifica.

Fonti: www.journalducameroun.com (25/04/09)
www.allafrica.com (21/04/09)


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