LOTTA ALLA CYBERCRIMINALITÀ
L'evoluzione rapida delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione in Camerun ha favorito lo sviluppo di una nuova forma di criminalità. I banditi non si trovano più solo sulle strade, ma anche nello spazio informatico.
Tentati da un accesso facile alla fortuna, attraverso annunci trovati nella propria posta elettronica, molti camerunesi diventano preda del crimine informatico. La grande criminalità, il terrorismo, il sabotaggio, la frode e le richieste di riscatto organizzati mediante il cyberspazio stanno guadagnando terreno a una velocità incredibile.
Secondo gli esperti, il denaro raccolto è in grado di finanziare ogni tipo di reato, compreso il terrorismo. Anche in Camerun è urgente la necessità di creare una unità nazionale di lotta contro la cybercriminalità.
Per frenare il nuovo flagello, tra le varie iniziative, sono organizzati seminari di formazione per le forze di polizia, affinché siano in grado di individuare e neutralizzare gli autori del cybercrimine, di bloccare i siti web "maligni", i cosiddetti malware che stanno rovinando ovunque l'immagine del Camerun. Si definisce malware un qualsiasi software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software e ha il significato letterale di "programma malvagio"; in italiano è detto anche "codice maligno".
Campioni del cybercrimine
La diffusione di codici maligni risulta in continuo aumento in Camerun. Lo studio condotto dalla società editrice di software di sicurezza, McAfee, su 27 milioni di siti web in tutto il mondo, è molto esplicito a riguardo: i siti web del Camerun, almeno quelli con l'estensione ".cm", sono per gli utenti i più pericolosi al mondo.
Più della metà dei siti con estensione ".cm" testati da McAfee risultano, infatti, svolgere attività sospette o chiaramente criminali, come l'istallazione, all'insaputa del visitatore, del software maligno per facilitare il furto di password o l'invio massiccio di e-mails non sollecitati.
I cybercriminali hanno particolarmente mirato al Camerun a causa della somiglianza tra l'estensione internet più usata, cioè ".com", e l'estensione camerunese ".cm".
Di fatto, la scritta ".cm" risulta essere l'errore di battitura più comune commesso dagli utenti quando cercano di accedere a un sito con estensione ".com". L'istallazione del software dannoso è facilitata quando si commette l'errore fatale di battitura che trasforma il proprio ".com" in ".cm".
L'estensione ".cm" è da vari anni oggetto di critica; oggi la minaccia è molto più esplicita, perché i siti incriminati ospitano la maggior parte dei software maligni e suscettibili di danneggiare i computer degli utenti.
È un colpo pesante per l'internet in Camerun che non aveva bisogno di una tale pubblicità negativa nel momento in cui un dinamismo senza precedenti concerne le tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel Paese.
Necessità di nuovi strumenti giuridici
Per molti anni, la criminalità informatica è stata percepita in Africa come una delinquenza propria dei Paesi ricchi e dunque sottovalutata a causa del debole tasso di penetrazione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel continente.
Perduti nel proprio deserto digitale, i governi non hanno saputo prevedere le misure adeguate né comprendere l'importanza della lotta contro la criminalità informatica per lo sviluppo del continente africano.
Al deserto digitale corrisponde oggi un deserto normativo in materia di cyberspazio che favorisce la cybercriminalità e ostacola il progresso economico dell'Africa. Gli strumenti giuridici esistenti, elaborati per il mondo "reale", sono inappropriati e anacronistici per combattere la criminalità informatica.
Una delle truffe più famose su internet, lo scam, è conosciuta come "truffa africana". Scam è un termine che indica un tentativo di truffa effettuato inviando una e-mail nella quale si promettono grossi guadagni in cambio di somme di denaro da anticipare. Tipico esempio è la truffa "alla nigeriana": nella e-mail si parla di ingenti somme di denaro che dovrebbero essere trasferite nel proprio Paese da una banca estera, la quale però chiede garanzie, come la cittadinanza, un conto corrente, un deposito cauzionale. Chi scrive chiede dunque l'aiuto per trasferire il denaro o per anticipare il deposito cauzionale tramite il conto del destinatario. Come ricompensa, questi riceve la promessa di una percentuale del denaro recuperato. In realtà, non rivedrà mai più il proprio. Altri esempi di scam prospettano una vincita alla lotteria, ma per ritirare l'immaginario premio si dovrà versare una tassa che verrà intascata dai cybercriminali.
Anche in Camerun è diventata urgente l'adozione di strumenti giuridici vincolanti per lottare contro la criminalità informatica. Il cyberspazio, come è avvenuto per la terra, il mare e l'aria, è uno spazio in cui lo Stato deve esercitare le sue prerogative sovrane per garantire la sicurezza dei beni e delle persone.
Fonti: www.quotidienmutations.info (11/6/2010)
www.lemessager.net (14/6/2010)
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