Nuova strategia di lotta contro la povertà
Quattro anni dopo la sua elaborazione, il governo del Camerun riconosce che il Documento di Strategia di Riduzione della Povertà (DSRP) impone oggi la constatazione del suo fallimento. Il governo ha optato, secondo una recente comunicazione ufficiale, per un nuovo piano, esposto nel Documento di Strategia per la Crescita e l'Impiego (DSCE).
Nella prefazione del documento si afferma che la messa in atto del DSRP, adottato nell'aprile 2003, ha permesso al governo di mantenere una stabilità del quadro macroeconomico e di sostenere dei tassi di crescita positivi fino al 2008. Tuttavia, il profilo generale della crescita è rimasto al di sotto del livello prefissato nella lotta contro la povertà. È la ragione per cui il Capo dello Stato ha chiesto al governo di rivedere la strategia di crescita economica.
L'opzione fondamentale del nuovo piano consiste nel dare priorità alla creazione di ricchezza, anziché alla ripartizione di essa.
Il nuovo Documento di Strategia per la Crescita e l'Impiego presenta l'originalità, rispetto al precedente, di essere il risultato di concertazioni tra il governo e gli attori privati (società civile, partner economici). Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno collaborato a definire i suoi contorni.
Nella precedente strategia dominava la logica di orientare fortemente le spese verso i settori sociali, spesso senza un impatto reale sulla crescita economica. Migliaia di locali sono stati costruiti nelle scuole, sono stati creati dispensari nel paese per milioni di Euro, senza tuttavia la possibilità di reclutare professori, maestri o infermieri. Sul piano economico, la performance è rimasta molto al di sotto delle speranze del governo. Le spese che dovevano stimolare gli investimenti e la creazione di nuova ricchezza non sono state effettuate.
Enormi sfide
Le sfide restano tuttavia enormi.
Il nuovo progetto ha come obiettivo globale quello di trasformare il Camerun in un paese emergente nel giro di 25-30 anni. Per questo, si vuole concentrare l'impiego di fondi pubblici nei settori che possono stimolare gli investimenti e migliorare la redditività delle imprese.
Per i primi dieci anni (2010-2020), il nuovo piano intende portare la crescita media annua al 5,5% e la sottoccupazione dal 75,8% al 50% nel 2020, creando decine di migliaia di impieghi ogni anno e riducendo il tasso di povertà monetaria dal 39,9% del 2007 al 28,7% nel 2020.
Per il solo settore energetico, lo Stato prevede investimenti per circa 9 miliardi di Euro nei prossimi dieci anni, in vista di soddisfare la domanda nazionale e quella dei Paesi vicini come il Ciad, la Guinea Equatoriale e la Nigeria.
La nuova strategia di sviluppo intende promuovere l'investimento privato, l'incremento e la diversificazione della produzione e migliorare la competitività di certi settori come quelli degli idrocarburi, delle miniere, di alcune produzioni agricole ed altri.
Per favorire gli investimenti privati stranieri, sarà rafforzato il quadro giuridico e fiscale, in modo da rendere il terreno più stimolante per questi investimenti.
La realizzazione del nuovo Piano di crescita richiede al governo di fronteggiare certi fattori istituzionali, politici, sociologici ed internazionali che possono rappresentare delle minacce, dei gravi rischi e delle ipoteche in rapporto al progetto globale.
A livello nazionale, si tratta concretamente di affrontare i problemi inerenti alle transizioni politiche, alla partecipazione democratica, alla giustizia sociale, alla gestione della doppia eredità francofona ed anglofona e all'equilibrio dei poteri. Sul piano internazionale, occorre invece affrontare la mondializzazione con tutte le sue esigenze.
Il nuovo piano sarà applicabile a partire da gennaio 2010.
Fonti: www.lejourquotidien.net (25/11/2009)
www.journalducameroun.com (28/11/2009)
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