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TRAFFICO DI BAMBINI: LA CHIESA LANCIA L'ALLARME


Il Camerun è diventato un luogo abituale di transito e di destinazione dei bambini rapiti e venduti nel continente africano, al sud del Sahara.

È quanto l'organizzazione Catholic relief services afferma in un suo recente rapporto.

In quanto Paese di transito, il Camerun costituisce uno scalo obbligatorio per i trafficanti. I bambini rapiti in Nigeria e nel Ghana vengono portati direttamente nelle città del Camerun con l'aiuto di persone che fungono da intermediari.

Il soggiorno forzato in terra camerunese non ha una durata determinata; dopo un certo periodo i bambini schiavizzati si ritrovano per lo più in Gabon o in Guinea Equatoriale dove sono utilizzati come domestici o, come avviene il più delle volte, sono obbligati a prostituirsi.

Tale traffico esiste anche all'interno del Camerun e la maggior parte di bambini e di ragazzine provengono soprattutto dalle regioni del Nord-Ovest, del Sud-Ovest e dall'estremo Nord. Uno studio precedente realizzato nel 2008 dal CIPCRE, un organismo cristiano riconosciuto dal diritto camerunese, aveva rivelato che le regioni anglofone del Camerun registrano l'equivalente del 27,1% delle vittime di questo fenomeno nel Paese.

L'impegno delle Commissioni diocesane "Giustizia e Pace"

Un'inchiesta in materia, svolta a luglio 2009 per conto delle commissioni diocesane di "Giustizia e Pace" appartenenti alle diocesi anglofone di Bamenda, Kumbo e Buea, mostra che la povertà e l'ignoranza delle popolazioni sono i fattori determinanti del traffico di bambini.

Una volta rapite dalle loro famiglie, le vittime sono portate nelle grandi città del Camerun, come Yaoundé e Douala, dove sono utilizzate come personale nei numerosi bar e locali malfamati; le ragazzine in particolare sono utilizzate come domestiche o più frequentemente come prostitute.

Le inchieste condotte hanno permesso anche di far emergere i differenti aspetti della prostituzione e dello sfruttamento dei bambini. Esiste una prostituzione di strada, uno sfruttamento legato ad attività di commercio, una prostituzione che avviene in "case chiuse", una prostituzione di lusso e infine il matrimonio forzato delle ragazzine.

La povertà che opprime la popolazione e le famiglie favorisce l'aumento dei bambini che lavorano illegalmente o che sono sfruttati sessualmente. Le precarie condizioni di vita generate dalla pauperizzazione crescente rendono i bambini facile preda della tratta.

L'azione intrapresa dalle commissioni diocesane "Giustizia e Pace" delle diocesi di Bamenda, Buea, Kumbo, cerca di affrontare concretamente il problema. Infatti, per tutto lo scorso anno, le varie autorità civili, i genitori e i bambini sono stati sensibilizzati per sbarrare la strada a questa piaga sociale.

Al termine dell'operazione sono stati notati alcuni risultati incoraggianti. A Bamenda e a Kumbo è stato possibile identificare numerose vittime e alcune di esse sono state ricondotte alle proprie famiglie.

Fonte: "L'Effort camerounais" (20/10-2/11/2010, p. 4).


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