Vendita incontrollata di alcolici
Le trasgressioni alla legge in materia di vendita di alcolici si moltiplicano in Camerun, in particolare nelle zone urbane.
Dispute violente avvengono regolarmente nei numerosi spacci di bevande alcoliche dei grandi agglomerati del paese. La consumazione di alcolici da parte della maggioranza della popolazione è quotidiana; per molti è quasi impossibile trascorrere una giornata senza consumare birra.
Le rivendite di alcolici sono i luoghi più frequentati in Camerun. Alcune restano aperte anche 24 ore su 24. Secondo uno studio recente sul livello di consumo della birra, il Camerun è il primo paese in Africa per consumazione, con quasi due milioni di litri all'anno.
Da qualche tempo, le autorità civili cercano di imporre delle regole di condotta per una maggiore responsabilità nella vendita di alcolici nei luoghi pubblici.
Assenza di regolamentazione
Gli spacci di alcolici violano, con estrema facilità, le poche regole commerciali nel campo. Secondo la legge, ad esempio, due luoghi di commercio dello stesso prodotto devono essere distanti almeno 50 metri l'uno dall'altro. Yaoundé, la capitale del Camerun, è esemplare nella trasgressione di questa norma. Si ritrovano, fianco a fianco, in vari quartieri della città, decine di bar sul bordo della strada in cui gli alcolici sono disponibili per tutte le età. I consumatori, in effetti, sono sempre più giovani.
Secondo l'autore del libro di recente pubblicazione L'alcol, un male che uccide l'anima e il corpo, il 60% dei giovani in Camerun assume alcolici. Nel 50% dei casi la consumazione è ritenuta eccessiva. Non c'è nessuna barriera nel commercio di bevande alcoliche e non si ha nessuna regolamentazione che ne limiti la consumazione. Si fa solo un vago appello alla responsabilità di ognuno nella dicitura "consumare con moderazione", menzionata nella pubblicità dei prodotti. In pratica, ogni cittadino stabilisce il proprio limite.
Nelle grandi città di Douala e di Yaoundé, le autorità civili hanno decretato la chiusura di numerose rivendite di alcolici e hanno imposto delle restrizioni sugli orari di apertura dei bar.
Alcune associazioni locali sono impegnate nella lotta contro il consumo di alcol. È il caso, ad esempio, de La croce blu del Camerun, presente in sette delle dieci province del paese. Con l'appoggio del governo, agiscono a riguardo anche varie organizzazioni non governative e diversi gruppi religiosi. Conferenze, tavole rotonde, trasmissioni radiofoniche, dibattiti, seminari di studio sono organizzati regolarmente per avvertire dei pericoli dell'alcol la popolazione soprattutto giovanile.
Tutte queste azioni risultano, tuttavia, poco efficaci. Non è indifferente, del resto, il fatto che il settore dell'industria della birra sia uno dei più produttivi in Camerun; va considerato, inoltre, che esso devolve cospicue somme di denaro a favore di numerose opere sociali e di molteplici avvenimenti sportivi, che impiega una ingente manodopera e che genera notevoli entrate per lo Stato. Di fatto, l'industria della birra rappresenta una sorgente non trascurabile di finanziamento per tutto il paese.
Questo spiega la difficoltà a condurre una solida campagna contro l'abuso di alcolici e imporre una regolamentazione severa agli spacci di bevande alcoliche.
Fonte: www.journalducameroun.com (15/9/2009)
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