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Vivere al buio


L'elettrificazione rurale in Camerun rimane un obiettivo ancora lontano dall'essere realizzato.

Il problema rimane serio e le prospettive di soluzioni assai complesse, in quanto i finanziatori potenziali, soprattutto quelli del settore privato, non trovano alcun interesse immediato ad investire nell'ambiente rurale.

Cosciente di tali difficoltà tecniche, socioeconomiche e finanziarie, il governo del Camerun aveva creato un apposito organismo, l'Agenzia di elettrificazione rurale, incaricato di promuovere l'elettrificazione nell'insieme del territorio nazionale.

L'obiettivo, in effetti, era di introdurre i villaggi, che occupano la maggior parte della superficie del Paese, nella "modernità". Esso mirava a rispondere, grazie all'energia elettrica, ai bisogni vitali della maggior parte della popolazione, particolarmente nel campo dell'educazione, della sanità, dell'alimentazione di acqua potabile e dell'irrigazione.

Con l'appoggio della Banca Mondiale, i villaggi lungo la frontiera del Camerun con la Nigeria hanno potuto esser provvisti di corrente elettrica. L'Unione Europea ha dato il suo contributo per la realizzazione dei lavori di elettrificazione in corso nella regione del sud-ovest del Paese. Tuttavia, secondo il parere dei periti, il sistema per fornire l'elettricità a numerose località rurali continua a rimanere molto precario ed è addirittura pericoloso, tenuto conto del trasporto e della distribuzione effettuati da società d'appalto inesperte e con un materiale inadeguato.

Un recente rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD) ha portato in emergenza che quasi un terzo dell'umanità vive al buio, per non avere accesso all'energia elettrica. Circa l'80% di queste persone sono residenti nei Paesi meno evoluti ed in particolare nell'Africa sub-sahariana. Il rapporto insiste sulla stretta correlazione tra estrema povertà e mancanza di accesso all'energia.

Attualmente, circa 1,5 miliardi di abitanti dei Paesi in via di sviluppo non hanno accesso all'elettricità; 3 miliardi di persone dipendono inoltre, per cucinare e scaldarsi, da combustibili solidi come prodotti boschivi, resti agricoli o carbone.

Il rapporto, realizzato anche con l'aiuto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), riguarda 140 paesi in via sviluppo, di cui 50 appartengono alla categoria dei Paesi meno avanzati (PMA). Da esso risulta che il 74% delle popolazioni in Africa sub-sahariana non hanno accesso all'elettricità.

Secondo il responsabile di Energia ed Ambiente naturale del PNUD, tenuto conto dei livelli attuali d'accesso all'energia elettrica, sarà particolarmente difficile per questi Paesi raggiungere quegli obiettivi di sviluppo del Millennio che erano stati annunciati per l'anno 2015, in vista di dimezzare le condizioni di povertà.

Lo stesso responsabile stima che la spesa per portare l'elettricità ad ogni focolare si eleverebbe a circa un dollaro per persona, per ottenere un servizio minimo. Tuttavia, l'accesso all'energia elettrica non appare essere una priorità dei governi dei Paesi interessati.

Fonti: www.cameroon-tribune.net (9/10/2009)
www.lemessager.net (24/11/2009)

 
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