Yaoundé: repressione di una manifestazione anticorruzione
Il 10 dicembre scorso, sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una manifestazione pacifica contro la corruzione indetta dall'Associazione Cittadina di Difesa degli Interessi Collettivi (ACDIC) è stata repressa dalla polizia a Yaoundé, la capitale del Camerun.
La manifestazione mirava a sensibilizzare le autorità sulle malversazioni al Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale (Minader).
"No alle malversazioni", "Stop alla corruzione", "Il Minader sfida la Commissione Nazionale Anticorruzione" ... Questi i messaggi scritti sui cartelli che brandivano i manifestanti all'occasione del sit-in anticorruzione.
Un simile comportamento nella capitale non è stato tollerato. La polizia ha, per questo, immediatamente proceduto all'arresto del presidente dell'ACDIC e a disperdere i manifestanti a forza di manganelli. Una decina di persone, fra le quali alcuni giornalisti, sono state interpellate e trattenute al commissariato della prima circoscrizione di Yaoundé. Due manifestanti, gravemente feriti, sono stati invece ricoverati in una clinica cittadina.
In un rapporto recentemente pubblicato, l'ACDIC rivela che, dal 2006, più di 1,2 miliardi di Fcfa (circa 1.830.000,00 Euro) sarebbero stati detratti agli agricoltori, attraverso delle sovvenzioni accordate a dei Gruppi d'iniziativa comune (GIC) fittizi, creati a tavolino da impiegati statali senza scrupoli dello stesso ministero.
Inoltre, su 60 trattori di marca Sonalika, che l'India aveva offerto nel 2006 al Camerun per essere utilizzati dagli agricoltori camerunesi, 33 sarebbero stati sottratti da ministri, deputati ed altri importanti responsabili del paese. Questi veicoli, secondo l'ACDIC, non sarebbero quindi ora in funzione, ma semplicemente parcheggiati nelle residenze di campagna di questi alti dignitari.
La società indiana Tractors International Limited, che li fabbrica, intendeva, attraverso l'invio dei veicoli, diffonderne l'uso presso gli agricoltori in vista dell'installazione di una sua unità di montaggio in Camerun. Per il momento la società attende ancora dal Camerun i rapporti d'utilizzo dei veicoli che dopo due anni restano, per la maggior parte, inutilizzati.
Oltre alla repressione da parte della polizia della suddetta manifestazione, la conferenza stampa prevista il 3 dicembre scorso a Yaoundé per rendere pubblici i risultati di quest'inchiesta, così come una cena di parlamentari, dedicata allo stesso argomento, erano state precedentemente vietate dalle autorità amministrative di Yaoundé.
Fonti: www.cameroon-info.net (11/12/08)
www.jadecameroun.com (11/12/08)
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