Comprendere il Diritto Canonico/13
 


LA PENA CANONICA E LA CORRUZIONE DELLA PAROLA



Il quotidiano paraguaiano "ABC Color" ha riportato in un suo articolo del 14 aprile 2008, a p. 1, che "il Vaticano dispenserà Lugo se vince le elezioni", rifacendosi ad "alte fonti della gerarchia ecclesiastica" (p. 6).

Sempre secondo il giornale (p. 6), Mons. Lugo, sebbene sia "in situazione di infrazione nella Chiesa Cattolica, tuttavia davanti alle leggi paraguaiane ‘è abilitato' a competere perché con la sospensione a divinis (che gli proibisce di amministrare i sacramenti e di avere una giurisdizione...) non esercita più il ministero. Ci hanno riferito che, se non avesse ricevuto questa sanzione, sarebbe inabilitato".
 
A questa affermazione è seguita nella stessa giornata una smentita della Nunziatura Apostolica del Paraguay, pubblicata nel giorno successivo nei tre principali giornali nazionali[1]. Nel medesimo "ABC Color" del 15 aprile 2008, alla p. 10, si sottolinea che "la sospensione a divinis imposta dal Vaticano a Lugo ... 'costituisce una sanzione e non una facoltà'".
 
Se si prende in esame l'articolo già citato ed intitolato: "Il Vaticano dispenserà Lugo se vince le elezioni" (p. 1), si nota che il redattore suggerisce che le sue fonti provengono da "corridoi ecclesiastici" (p. 6); presupponiamo che manchi il corretto uso di determinate espressioni, dato che, come già si sa, le chiacchiere, siano esse di sacrestia o no, lasciano il tempo che trovano; e, inoltre, tra il sussurrio di voci che si intrecciano in un corridoio, non si sa mai se si è detta veramente la parola "abilità", quando poi a raccogliere tali chiacchiere sono i mezzi di stampa.

Riteniamo, dunque, di dover applicare il metodo di una corretta "grammatica" del linguaggio per poter capire cosa veramente la Chiesa dice in una questione così delicata, definendo la terminologia che è utilizzata in questi articoli.

Per non confondere in diritto canonico, infatti, una sanzione (la sospensione a divinis) con un'abilità ad essere candidato od una facoltà si richiedono delle precisazioni imprescindibili.

L'abilità

Innanzi tutto, la nozione di abilità nel Codice di diritto canonico assume significato in maniera particolare in relazione al can. 124 §1 in cui la si pone in rapporto alla validità
di un atto (giuridico) della persona: "Per la validità dell'atto giuridico, si richiede che sia posto da una persona abile ...". Tale canone è situato nel Libro I del Codice che tratta delle Norme Generali. "Il concetto di abilità comprende la capacità naturale (d'intendere e di volere), quella canonica (anche di diritto positivo) generale (l'essere
soggetto di diritti e doveri: => cann. 96ss. per le persone fisiche ...) e [quella] specifica (per es. un fedele non sacerdote non può essere nominato a un ufficio che comporti la piena cura delle anime: cfr. can. 150)"[2].

In sintesi, il termine "abilità" definisce la capacità giuridica di un soggetto a porre un atto giuridicamente valido. Questa, però, vale all'interno di una legislazione ecclesiale.
 
Il comunicato della Nunziatura Apostolica, infatti, correttamente parla di "facoltà" e non di "abilità", su cui non le spetta pronunciarsi, essendo questo un compito della Corte Costituzionale della Repubblica del Paraguay. Non è certo intenzione della Chiesa provocare un conflitto di interessi che potrebbe anche avere il sapore di un incidente diplomatico.

La facoltà

"Facoltà abituali", infatti, sono "potestà concesse, non dal diritto, ma per atto amministrativo singolare, a persone determinate"
[3]. Un linguaggio ben diverso, dunque.


Si pone, pertanto, la seguente domanda: si può mai ritenere che per avere la facoltà di compiere un atto, come quello notevole di candidarsi alle elezioni presidenziali di una Repubblica, bisogna incorrere in pene previste dal Codice di diritto canonico?

La sanzione
 
La sospensione a divinis è una delle pene cosiddette ‘medicinali o espiatorie' che vengono previste dal canone 1333, situato nel Libro IV del Codice di diritto canonico che riguarda le Sanzioni nella Chiesa.
 
"In quanto medicinali, esse sono intese appunto come medicina per rompere la contumacia del delinquente per farlo ritornare sulla buona strada. ... La remissione della pena medicinale poi non può avere luogo se il delinquente non abbia abbandonato la contumacia. ... Il can. 1347, 2 ci dà i criteri per dirci quando si può pensare che la contumacia sia cessata: se il delinquente è veramente pentito, se ha ristabilito la giustizia, riparando gli eventuali danni, e abbia tolto lo scandalo"[4].

In base a questa affermazione si può comprendere perché la Nunziatura Apostolica abbia dichiarato nel suo documento che "la posizione della Chiesa Cattolica, espressa nei documenti della Santa Sede e della Conferenza Episcopale Paraguaiana riguardo alla situazione canonica e all'attività politico-partitica di Mons. Fernando Lugo non è cambiata" ("ABC Color", 15 aprile 2008, 10).
 
La pena medicinale, infatti, "ha una particolare gravità per gli effetti che comporta, particolarmente la scomunica e l'interdetto. ... Ma anche gli effetti della sospensione hanno una particolare gravità, almeno se si tratta di sospensione generale, per le ripercussioni sia sull'individuo che sui fedeli"[5].
 
Ora, già tali disposizioni fanno capire la valenza di queste sanzioni penali, che naturalmente non riguardano solo lo ‘Stato Pont ificio' in quanto entità statale delimitata da un territorio, ma la Chiesa Cattolica presente in tutto il mondo come la Chiesa del Cristo. Esse non possono essere fatte rispettare, infatti, con manette o prigioni, ma con la forza spirituale che possiede la Chiesa che guarda al fine soprannaturale di ogni battezzato.

Con questo nostro contributo, speriamo di aver offerto delucidazioni che possano evitare di mettere la Chiesa in cattiva luce e a porLa su un piano nel quale non ha intenzione di entrare, come se Essa avesse imposto delle sanzioni ad un Vescovo della sua gerarchia solo per favorirlo in una campagna elettorale, "abilitandolo" con le sue "sanzioni".
 

Non si comprende neppure il dolore e la preoccupazione che la Chiesa vive nel momento in cui, in particolari circostanze, deve infliggere una pena.
 
Confondere la "grammatica" canonica può certamente portare alla banalizzazione della sofferenza e delle preoccupazioni che accompagnano la Chiesa nel suo viaggio terreno verso il Cristo.


Maria Cristina Forconi


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[1]
"ABC Color", 15 aprile 2008, 10; "Última Hora", 15 aprile 2008, 12; "La Nación", 15 aprile 2008, 5.
[2] Codice di diritto canonico commentato. A cura della Redazione di Quaderni di diritto ecclesiale, Ed. Ancora, Milano 2001, 172.
[3] F. J. Urrutia, Facoltà abituali (Facultates habituales), in Nuovo Dizionario di Diritto Canonico. A cura di C. Corral Salvador, V. De Paolis, G. Ghirlanda, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1993, 480.
[4] V. De Paolis, Pena medicinale o censura (Poena medicinalis seu censura), in Nuovo Dizionario di Diritto Canonico..., 771. Cfr. Código de Derecho Canónico. Edición bilingüe comentada por los profesores de la Facultad de Derecho Canónico de la Universidad Pontificia de Salamanca. Dirección: L. De Echeverría, BAC, Madrid 1983, 100.
[5] V. De Paolis, Pena medicinale o censura..., 771-772.


                                                                                                                

15/04/08