Vita della parrocchia di Ypacaraí 



   

PRATICARE LA VIRTÙ DELLA PRUDENZA

Un incontro sulla sicurezza sulle strade
nella parrocchia di Ypacaraí




   

La realtà drammatica degli incidenti stradali, l'insicurezza e l'imprudenza nel traffico, sono temi che la parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí ha trattato in tanti incontri, con i giovani soprattutto, per i quali continua a svolgere un'azione di educazione, di sensibilizzazione e di invito alla pratica della prudenza e della responsabilità per evitare le conseguenze, spesso dolorose, di un incidente.

Considerando la gravità della situazione che coinvolge tutta la popolazione, in questo mese di ottobre la parrocchia ha organizzato una conferenza sul tema, aperta a tutti, ma diretta in particolare ai giovani e ai ragazzi che si stanno preparando alla cresima, la cui età, secondo le statistiche nazionali, rientra in quella fascia generazionale che maggiormente utilizza una moto e, di conseguenza, è più esposta a rimanere vittima di incidenti.

La conferenza è stata effettuata da due esperti dell'Agencia Nacional de Transito y Seguridad Vial, istituzione ministeriale costituita nel 2014 che ha tra gli obiettivi principali l'educazione stradale nelle scuole e in altre istituzioni, su tutto il territorio nazionale, al fine di ridurre l'elevato tasso di incidenti stradali e l'alto indice di mortalità che provocano.

Congratulandosi per l'iniziativa, essendo per la prima volta invitati in una parrocchia, il Direttore dell'Agencia, il Vice Ministro Justo Pastor Domínguez, insieme all'ex direttore del traffico della capitale Asunción, l'Ispettore Florentín Giménez, con chiarezza di parole e di immagini hanno illustrato la tragica realtà degli incidenti che avvengono sulle strade del Paese e le loro gravi conseguenze familiari e sociali.

In Paraguay, in effetti, gli incidenti stradali, nei quali per lo più sono coinvolti motociclisti, sono una delle principali cause di morte tra i giovani. La moto è un mezzo molto diffuso tra la popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni. Le statistiche dicono che vi è una media di 1.200 morti l'anno per incidenti di transito e di questi, secondo il Centro di Emergenza Medica del Departamento Central, che assiste la maggioranza degli incidentati, 700 sono motociclisti. Molto più elevata è la cifra di persone che rimangono lesionate in maniera permanente, con una media che tocca i 40.000 l'anno. Secondo alcune proiezioni effettuate, se la situazione rimane inalterata, tra il 2020 e il 2030, in Paraguay ci sarà una persona handicappata permanente in ogni famiglia.

Oltre alle cifre sopra riportate, i video, con immagini reali d'incidenti accaduti in Paraguay, hanno mostrato crudamente l'autentica "macelleria" che si verifica sulle strade della capitale e di altre città del Paese, specialmente durante i fine settimana.

Le dinamiche e le cause degli incidenti e il loro esito fatale, hanno spiegato i due esperti, molto spesso sono dovute a imprudenza umana, eccessiva velocità, guida in stato di ebbrezza, non rispetto delle regole della circolazione e della segnaletica stradale, non uso del casco per i motociclisti, trascuratezza dei veicoli ai quali non si sono effettuati i dovuti controlli, distrazione del conducente per usare il cellulare al volante e, non ultimo, il guidare un veicolo senza nessuna preparazione, con una patente comprata o spesso, addirittura, senza patente.

I dati rivelano anche come gli incidenti stradali producano un notevole costo economico e sociale per istituzioni e famiglie. Gli ospedali sono al collasso per assistere le persone incidentate e lesionate gravemente, le cui cure assorbono una parte enorme delle risorse che lo Stato destina alla sanità pubblica. Le famiglie devono sostenere spese molto superiori alle loro possibilità. Gli incidenti stradali, in Paraguay, quasi sempre conducono all'indigenza molte famiglie di incidentati e lesionati per tutta la vita.

Praticare la virtù della prudenza

Un'imprudenza, una distrazione può distruggere non solo una vita, ma quella di tutta la famiglia: questa è la tragica realtà che troppo spesso si registra e che vediamo.
Nella segnaletica stradale vi è un cartello, denominato segnale di pericolo, che invita alla prudenza, alla cautela nella marcia. Consiste in un triangolo rosso con un punto esclamativo. È un cartello che si dovrebbe tenere costantemente presente.

Esercitare la prudenza significa, per i giovani e per chiunque transita per una strada, fosse anche come pedone, conoscere la segnaletica e le norme del codice della strada, rispettarle coscienziosamente e non agire in maniera irresponsabile.

Il buon senso è una piattaforma sicura per tutti, ma non basta. La prudenza è una virtù umana necessaria capace di dirigere l'intelligenza nelle singole azioni, in modo da discernere ciò che è giusto e bene per sé e per gli altri e da scegliere i mezzi adeguati per compierlo (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1806).

Essere prudenti, pertanto, non significa essere indecisi e timorosi, al contrario, è l'atteggiamento cauto ed equilibrato di chi, intuendo la presenza di un pericolo o prevedendo le conseguenze dei suoi atti, si comporta in modo da non correre inutili rischi e da evitare a sé e ad altri qualsiasi possibile danno, che può essere irrimediabile.

Per un cristiano, in particolare, la prudenza è una virtù cardinale, la prima delle virtù che hanno funzione di "cardine" guidando il giudizio della coscienza. I giovani che si preparano a ricevere la cresima debbono svilupparla, per costruire fino in fondo una vita orientata al bene e alla felicità.

Emanuela Furlanetto


   

 

17/10/2016