Notizie dall'Africa




  IN QUESTO GIORNO TRE VOLTE BENEDETTO...

Omaggio a Mons. Adalbert Ndzana, Vescovo emerito
di Mbalmayo (Camerun)




La consacrazione di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, nuovo Vescovo di Mbalmayo, il 18 febbraio 2017, è stata l'occasione per rendere omaggio a Mons. Adalbert Ndzana che ha accompagnato la nostra Chiesa locale per ben tre decenni.

Tra i numerosi messaggi di riconoscenza che gli sono stati indirizzati, proponiamo quello rivoltogli da Mons. Piero Pioppo, Nunzio Apostolico in Camerun. Presentiamo inoltre il passaggio centrale dell'allocuzione di Mons. Adalbert Ndzana e l'intervista che ci ha gentilmente concesso.

Saluto del Nunzio Apostolico

All'inizio dell'omelia, Mons. Piero Pioppo si è così espresso: "Vorrei innanzitutto salutare e ringraziare il nostro caro e amato fratello, Mons. Adalbert Ndzana che, per più di trent'anni, ha servito la nostra comunità con uno zelo paterno esemplare. Arrivato a Mbalmayo l'11 gennaio 1985 come Vescovo Coadiutore di Mons. Paul Etoga, gli è succeduto due anni dopo, esattamente il 7 marzo 1987. Riceveva così in eredità questa bella Chiesa locale che, fondata nel 1961, era già vivace a quel tempo.

Infaticabile è stata l'opera di Mons. Adalbert Ndzana al servizio dell'evangelizzazione e della costruzione della comunità diocesana. Ne è prova l'incremento delle parrocchie, delle scuole, degli ospedali... e soprattutto il grande numero di operai apostolici che ha messo al servizio del Popolo di Dio. Mons. Adalbert Ndzana si è impegnato ad aumentare il numero di sacerdoti e di candidati al ministero ordinato. Ha saputo, con efficacia e in ginocchio, implorare il padrone della messe; ha saputo altrettanto formare come un padre.

In questo senso, cari confratelli nel sacerdozio di Mbalmayo, egli ha dato ad ognuno di voi la possibilità di compiere buoni studi in vista di un servizio sempre più generoso e qualificato, non solo per questa Chiesa locale, ma anche per le comunità della regione dell'Africa Centrale, grazie all'insegnamento svolto da alcuni di voi all'Université Catholique d'Afrique Centrale di Yaoundé. Recentemente, inoltre, ha saputo formare anche dei validi sacerdoti per il ministero episcopale ed il bene della Chiesa universale.

Per questo, a nome del Santo Padre che è qui presente in spirito attraverso la mia modesta persona, dico al nostro caro Vescovo emerito un grande grazie per avere mostrato Gesù a tante persone e perché ancora continua a farlo. Tutti i giorni mostra Gesù ai grandi come ai i piccoli, ai forti come ai deboli, ai figli della Chiesa come a tutte le persone di buona volontà che gli chiedono consiglio, incoraggiamento e aiuto.

Sì, Padre, dal fondo del nostro cuore, diciamo: che il Signore sia sempre con te, che la luce e la gioia del Cristo che hai portato con tanto zelo ai tuoi fratelli e sorelle brillino sempre più profondamente in te. Grazie!".

Allocuzione di Mons. Adalbert Ndzana

Con una voce carica di emozione e di affetto paterno, Mons. Adalbert Ndzana si è rivolto alla folla venuta numerosa per l'occasione: "In questo giorno tre volte benedetto, mi sento di dover rendere grazie al Signore che mi ha permesso di arrivare a trentun anni di episcopato.

C'è un secondo motivo di ringraziamento: il 'parto miracoloso', assolutamente imprevedibile alla nostra età, di due gemelli. Si tratta di Mons. Philippe-Alain Mbarga, Vescovo di Ebolowa, consacrato l'8 dicembre scorso, e di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla la cui ordinazione episcopale ci riunisce in questo giorno. Tutti e due sono figli della nostra diocesi di Mbalmayo. Come sono insondabili le vie di Dio! A Lui la gloria e il nostro rendimento di grazie.

Diventato Vescovo senza nessuno merito da parte mia, colgo l'occasione offertami oggi per esprimere ancora una volta la mia profonda gratitudine innanzitutto al Sommo Pontefice san Giovanni Paolo II che mi ha nominato Vescovo Coadiutore nel 1984, a Benedetto XVI, oggi in pensione, e a Sua Santità Papa Francesco che da quattro anni conduce la barca di Pietro. La loro sollecitudine costante espressa attraverso i differenti dicasteri romani e quotidianamente per il tramite della Nunziatura Apostolica, mi ha permesso di andare sempre avanti, soprattutto nei momenti più difficili della mia via crucis episcopale.

Al Popolo di Dio in tutte le sue componenti che è a Mbalmayo dico di tutto cuore grazie per la vostra cordiale collaborazione. Preparate la venuta del Regno di Dio nei nostri contemporanei. Vi ringrazio di avermi sopportato per più di trent'anni... il vostro purgatorio ne beneficerà tantissimo.

Rivolgendomi infine a lei, carissima eccellenza Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, sono felice di affidarle la Chiesa stabilmente fondata che è a Mbalmayo. Sono sicuro che con l'assistenza dello Spirito Santo e sostenuto dalla potente intercessione dei suoi due santi patroni: Giuseppe e Maria, saprà portare questa Chiesa ancor più lontano e in alto per la gloria di Dio e la salvezza degli uomini".


  LE GIOIE DEL MIO EPISCOPATO

Intervista a Mons. Adalbert Ndzana

 



* Dopo più di trent'anni a capo della diocesi di Mbalmayo, ha passato il comando, Monsignore. Che cosa serberà nel cuore?

Il mio primo pensiero va innanzitutto a Dio. A Lui rendo grazie per avermi mirabilmente sostenuto durante questi trent'anni di ministero episcopale che non è stato certo una sinecura.

Ringrazio poi la Santa Sede che è stata lo strumento visibile di questo sostegno costante, particolarmente la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e tutti i rappresentanti pontifici che si sono succeduti alla Nunziatura Apostolica di Yaoundé.

Questi trent'anni sono stati marcati da grandi avvenimenti fra cui le due visite di Papa san Giovanni Paolo II nel 1985 e nel 1995 e quella più recente di Papa Benedetto XVI nel marzo 2009, senza dimenticare le visite ad limina da me effettuate a Roma ogni cinque anni con l'insieme dei Vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun. Sono momenti indimenticabili nella vita di un uomo!

Il mio ministero episcopale quotidiano mi ha permesso inoltre un contatto permanente con il mio popolo costituito essenzialmente da "piccoli". Questo contatto quotidiano è stato per me veramente tonificante, sia nel mio ufficio dove ho potuto toccare con mano la miseria e la fragilità multiforme di questo popolo, sia nel corso delle visite nelle due zone pastorali della nostra diocesi. Questo contatto mi ha dato senz'altro le più grandi gioie dei miei trent'anni di episcopato; di questo non cesserò mai di rendere grazie a Dio.

* Quali sono, Monsignore, le opzioni fondamentali che hanno illuminato il suo lungo episcopato? Che cosa augura al suo successore?

L'opzione fondamentale che ha caratterizzato il mio ministero episcopale è stata quella di accompagnare i fedeli a scoprire la persona di Gesù Cristo, il Salvatore, il Redentore dell'uomo nella sua triplice dimensione corporale, spirituale e intellettuale. In tal senso, avrei voluto che tutti comprendessero con sant'Ireneo di Lione, che la gloria di Dio è l'uomo vivente.

Credo d'altra parte che ogni azione di evangelizzazione, soprattutto nel nostro contesto, debba prefiggersi lo sviluppo integrale dell'uomo. Il mio successore dovrebbe continuare in questa direzione, affinché il nostro popolo possa assumere il suo destino.

* Come immagina, Monsignore, la sua "pensione"? Prenderà spunto da vecchi progetti non realizzati per farne dei nuovi obiettivi?

Per quel che riguarda la mia pensione, non ho ancora un progetto preciso. Penso a una vita eremitica, a una presenza pastorale accanto ai "piccoli", a persone in difficoltà spirituale, morale, fisica.

Come vede, il mio sogno è a varie dimensioni e non è facile conciliare il tutto. Preferisco per questo affidare il mio progetto di pensione alla Provvidenza e alle preghiere del mio popolo.

Grazie, Monsignore, della sua pazienza e dell'incoraggiamento che non ha mai smesso di esprimerci nel servizio al Popolo di Dio.

(A cura di Franco Paladini)





08/04/2017