Approfondimenti



Sogni e disincanto dei giovani camerunesi

 

Presentiamo una ricerca molto interessante sulla gioventù camerunese, il cui titolo è "Gioventù africana e dinamica dei modelli di riuscita sociale. Il caso del Camerun"[1].

Essa è d'attualità per tutti coloro che si occupano dell'accompagnamento dei giovani in Africa, in particolare la famiglia, la scuola, la Chiesa.

L'analisi della situazione sociologica dei giovani e dei modelli che li orientano è importante per introdurli ad un approfondimento critico della cultura contemporanea, mondializzata dai mass-media, e per invitarli allo stesso tempo alla riflessione e alla riscoperta dell'impegno come via di affermazione sociale.

I risultati di questa inchiesta su alcune tendenze della gioventù africana attuale sono di grande utilità anche in vista del Sinodo dei Vescovi previsto a ottobre 2018 su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale".

 
   

Un'inchiesta sui modelli di successo sociale

L'Autore dell'opera, Jean-Marcellin Manga, sociologo all'Università di Yaoundé II[2], si è messo all'ascolto dei giovani della capitale del Camerun per indagare, attraverso una ricerca approfondita e rigorosa, come essi "costruiscono" il loro divenire storico, in una società marcata da numerosi fattori di stallo[3]. S'interroga, attraverso un'inchiesta sociologica, sui modelli di riuscita sociale dei giovani e dunque sui loro sogni, sul loro immaginario e la rappresentazione sociale del proprio successo e sugli orientamenti etici sottesi.

L'Autore ci propone nel suo libro uno studio ricco dal punto di vista documentario e i risultati di un'inchiesta di carattere qualitativo (avendo scartato la possibilità di una difficile rappresentatività statistica) condotta sul terreno nei confronti di una cinquantina di giovani di Yaoundé.

L'età della maggioranza dei giovani destinatari dell'inchiesta si situa fra i 20 e i 24 anni. Alcuni di questi giovani hanno più di trent'anni; sono persone "in ricerca di se stesse", come si dice in Camerun; sono celibi, disoccupati, per la gran parte studenti ed hanno uno stato sociale inferiore.

Tale inchiesta riguarda soprattutto gli studenti delle scuole superiori e di livello universitario, i diplomati senza impiego, che vivono nei quartieri popolari, insalubri; tenendo conto delle condizioni di vita difficili di tali contesti urbani, si comprende la ricerca di nuove strategie di sopravvivenza da parte di questi giovani.

Le interviste dei giovani hanno permesso di delineare le loro nuove traiettorie sociali di fronte alla crisi del modello di affermazione attraverso la scuola, con il corollario di un impiego sicuro nella funzione pubblica, modello sociale principale nella società postcoloniale del Camerun, che è stato sottoposto però ad una profonda erosione a partire dalla crisi economica del Paese e gli aggiustamenti strutturali imposti in questo campo negli anni '90.

Nella piramide socio-demografica, i giovani occupano un posto privilegiato e ciò motiva ulteriormente l'interesse di una tale inchiesta per capire le nuove dinamiche sociali del Camerun.

Secondo il censimento del 2010 citato dall'Autore stesso, in effetti, la popolazione camerunese "rimane caratterizzata dalla sua estrema giovinezza. L'età mediana della popolazione è di 17,7 anni e l'età media si situa a 22,1 anni. La popolazione che ha meno di 15 anni rappresenta il 43,6% della popolazione totale mentre quella di meno di 25 anni rappresenta il 64%"[4].

Jean-Marcellin Manga inserisce nel testo qualche passaggio delle testimonianze dei giovani e alcuni canti rap in voga, facendo percepire meglio in tal modo il linguaggio e le aspirazioni del pianeta giovanile.

L'Autore ha anche incontrato molte persone qualificate, scelte per la loro competenza e il loro interesse per i giovani.

Raccomandando la lettura integrale del libro di Jean-Marcellin Manga, presentiamo le principali traiettorie sociali dei giovani da lui messe in evidenza.

La scuola non fa più guadagnare soldi...

Attraverso una riflessione approfondita, l'Autore analizza le cause di una certa disaffezione dei giovani di fronte all'itinerario scolastico come percorso sicuro per realizzare la propria riuscita sociale. Il modello del giovane evoluto, sviluppato, del camerunese dotato di conoscenze scolastiche di base e universitarie necessarie (aiutato spesso anche attraverso delle borse di studio), per sostenere l'amministrazione coloniale e per integrarsi in seguito nelle strutture statali post-coloniali, è stato superato nei fatti già da qualche decennio.

Basti ricordare il ruolo giocato dalla crisi economica a partire dal 1987 e la caduta del modello dello Stato assistenziale, i Programmi di aggiustamento strutturale che hanno avuto delle pesanti ricadute sociali, soprattutto nel campo dell'educazione e della salute, la perdita conseguente del prestigio dell'insegnante, l'arresto dei concorsi di reclutamento nella funzione pubblica.

Il deterioramento del sistema dell'educazione pubblica e le difficoltà di trovare un impiego qualunque, anche se non corrispondente alla formazione ricevuta, sono agli occhi dei giovani studenti che ottengono il diploma di maturità un grave ostacolo in quanto sanno che il loro titolo di studio è già svalutato.

Ciò porta i giovani a concludere che la scuola non produce più ricchezza, il benessere, come essi affermano nelle strade di Yaoundé e di Douala; il diploma di maturità e gli studi superiori che domandano un grande sforzo di investimento alle famiglie non sono più allettanti in vista di un posizionamento sociale sicuro. Alcuni giovani si sono volti allora verso altre traiettorie sociali come il settore informale o agricolo e verso nuovi modelli di riuscita sociale.

Paul Biya, il Presidente della Repubblica del Camerun, nel suo messaggio annuale indirizzato ai giovani, negli ultimi anni ha più volte presentato loro la difficoltà dell'impiego; domanda loro d'investire in altro modo il proprio avvenire, di rivolgersi oggi verso il campo dell'agricoltura e del mondo digitale.

I giovani sanno che il Piano triennale per i giovani, elaborato dallo Stato, non sarà certo sufficiente per tutti i bisogni del mercato del lavoro; capiscono sempre di più che si debbono auto-occupare, che debbono cioè "coniugare" il verbo "arrangiarsi".

I nuovi modelli

Quali sono dunque i nuovi modelli di riuscita dei giovani, oggetti dello studio in questione? Per l'Autore, vi sono tre orientamenti, i percorsi principali, che egli ha potuto constatare.

Jean-Marcellin Manga evidenzia innanzitutto la traiettoria migratoria, questo desiderio espresso da diversi giovani di andare in Occidente. L'Autore parla perfino di ossessione dell'altrove.

Le cause principali di questa tendenza sono l'inflazione della disoccupazione e il divario tra la formazione scolastica e il mondo del lavoro in Camerun.

La popolazione attiva aumenta ogni anno di più di 75.000 unità senza che vi sia l'offerta di un lavoro adeguato alla formazione scolastica ricevuta. Andare all'estero, in Occidente in particolare, diventa così per un giovane un mito, un Eldorado dove potrà risolvere i suoi problemi e inviare anche un po' di soldi alla sua famiglia che lo ha sostenuto e permettere così ai suoi fratelli minori di studiare.

Il giovane sogna di partire per continuare gli studi in buone università, per trovare un impiego o per diventare calciatore, cantante, artista in generale. Il settore ludico rimpiazza, infatti, sempre più quello dell'impiego nell'amministrazione.

Numerosi titoli di film africani presentano la storia di ragazze ossessionate dal desiderio di partire per la Francia "à tout prix", a qualsiasi costo, per sfuggire la vita povera che conducono nel loro Paese, utilizzando anche la loro bellezza per sposarsi ad esempio con un "bianco", utilizzando i siti internet di incontri.

La seconda traiettoria sociale è quella dei soldi ad ogni costo, una vera ossessione dei soldi facili, per procurarsi certi simboli della ricchezza (casa, macchina, telefono e materiale informatico ultima generazione, ecc.).

Questa ossessione dei soldi si esprime in certe attività illecite quali la "feymania", un vero fenomeno sociale camerunese. Si tratta di giovani truffatori professionali, specializzati per aggirare le leggi; essi riescono a fare degli affari, delle frodi a livello nazionale e internazionale che producono in breve tempo delle somme importanti di denaro. Le attività realizzate a tal fine possono variare dalla falsificazione e moltiplicazione di biglietti di banca alle fatturazioni maggiorate, fino all'ottenimento di mercati fittizi; tutto ciò attraverso degli imbrogli e ricorrendo spesso anche a "risorse magiche" per i più sprovveduti.

Il terzo percorso è quello di integrarsi nel sistema ad ogni costo (l'entrisme come lo definisce l'Autore), l'ossessione di integrare la funzione pubblica, partecipando a numerosi concorsi e sviluppando tattiche e strategie precise, fra le quali le nuove associazioni studentesche ad affinità etnica e regionale, o attraverso l'adesione a movimenti di "culto della personalità". Un uomo politico, un rappresentante dell'élite diventa per essi un modello di riuscita sociale da imitare in tutto, per raggiungere il proprio fine: i giovani che fanno parte di questa fattispecie vogliono entrare a tutti i costi e in qualunque modo nel sistema, considerato come universo di favori, di privilegi ed unica ancora di salvezza.

Una crisi di valori

C'è da sottolineare che questi modelli esprimono fondamentalmente un atteggiamento materialista e disincantato, la corsa verso una ricchezza che i mezzi di comunicazione di massa presentano come il modello di successo.

La maggior parte dei giovani considerati nell'inchiesta sottolinea l'Autore hanno radicata l'idea secondo cui nessuna affermazione sociale significativa è realizzabile senza riferimento a tre logiche principali: le logiche di corruzione, sessuali e esoteriche (legate anch'esse alla corruzione).

La corruzione, assimilata ad una maledizione (è impossibile sbarazzarsene), è tale che il Camerun è stato dichiarato a più riprese (1988 e 1999) campione del mondo della corruzione da parte dell'ONG Transparency International.

Nonostante alcuni sforzi fatti, la situazione rimane preoccupante: nel 2016, il Camerun è stato classificato dalla stessa ONG, in una scala di valutazione che va dal Paese meno corrotto al più corrotto, al 145° posto su 176 posizioni.

C'è da dire che i giovani non sono soltanto le vittime di questo sistema, ma ne sono essi stessi attori. La corruzione non è più percepita come un fatto grave con delle conseguenze penali, ma come un fatto banale: bisogna barare se si vuole riuscire.

La cancrena della corruzione, infatti, ha toccato anche la mentalità dei giovani, creando delle rappresentazioni della realtà e, per molti fra loro, dei comportamenti nella vita.

La corruzione attraverso la mercificazione del sesso, etero e omosessuale, è diffusa in Camerun sia nel campo scolastico che professionale. In rapporto alla realtà, rimane però molto più diffusa la convinzione dei giovani secondo la quale nessuna affermazione sociale è possibile senza passare per la corruzione.

Nello stesso senso, vi è la convinzione della necessità di essere membro di una setta esoterica per accedere al sistema del potere.

L'Autore, dopo aver esaminato attentamente le convinzioni e i modelli di riuscita sociale dei giovani intervistati, sottolinea, d'altra parte, che ciò non significa automaticamente che essi aderiscano alle logiche di corruzione descritte; egli afferma al contrario che numerosi giovani coltivano il senso dell'impegno e dello sforzo e si affermano senza passare per tali forme di corruzione, sessuali ed esoteriche.

Educare allo spirito critico, responsabile e creativo

Vogliamo sottolineare l'importanza di quest'ultima considerazione, per evitare generalizzazioni e soprattutto per non rafforzare la trappola giustificativa nella quale rischiano di chiudersi i giovani stessi di fronte alle difficoltà di corruzione esistenti, con le quali però non si sono imbattuti sempre personalmente. Un atteggiamento giustificativo li porterebbe a raggirare gli ostacoli, considerandoli ineluttabili, perpetuando in tal modo le stesse mentalità corrotte che vengono a parole condannate.

Jean-Marcellin Manga, nell'ultima parte del libro, esamina le responsabilità politiche dello Stato di fronte al degrado della formazione scolastica, del clima sociale e politico in preda alla corruzione. Egli si sofferma infine sul ruolo principale dei media nella costruzione dell'immaginario e delle traiettorie sociali rivolte all'estero di successo della gioventù.

L'inchiesta apre la possibilità a numerosi spazi di approfondimento di riflessione e di percorsi critici per accompagnare i giovani a leggere la situazione nella quale vivono, per discernere la scelta professionale, i loro orientamenti di riuscita sociale e di valori.

Il libro, pur mantenendo l'oggettività e il tono del metodo sociologico, è attraversato dall'indignazione dell'Autore in riferimento alla situazione descritta e che tocca i giovani, la maggioranza della popolazione camerunese.

La generazione dei giovani è stata troppo spesso adulata, presentata come "le fer de lance de la nation" (la punta di diamante della nazione), come "conquistatrice", ma essa deve far fronte più prosaicamente ogni giorno alla necessità di reinventare la sua strategia di sopravvivenza.

È una generazione che in gran parte non riesce a costruire l'avvenire nel proprio Paese, che vuole andarsene, che evade sognando di diventare calciatore, cantante, artista, imprenditore, a qualsiasi costo e che, d'altra parte, è disincantata di fronte ai metodi per realizzare questi sogni.

La famiglia, la scuola, la Chiesa hanno di che riflettere su queste tendenze della gioventù che non s'identifica più con i modelli culturali e religiosi del passato e non ha saldi riferimenti etici.

Un lavoro educativo e di creatività di lungo respiro dovrebbe essere concordato fra questi grandi attori sociali dell'educazione; sarebbe già utile dare ai giovani non soltanto maggiori occasioni di riflessione per analizzare la loro situazione, ma anche ulteriori possibilità di orientamento e di accompagnamento, per sviluppare uno spirito critico, responsabile e creativo.

Si tratta soprattutto di offrire loro, attraverso una testimonianza personale e sociale, dei modelli di vita e delle ragioni di speranza.

Antonietta Cipollini



[1] J.-M. Manga, Jeunesse africaine et dynamique des modèles de la réussite sociale. L'exemple du Cameroun, Editions L'Harmattan, Paris 2012.

[2] Jean-Marcellin Manga ha studiato sociologia al Dipartimento di Sociologia dell'Università de Yaoundé I, dove ha svolto per due anni anche incarichi d'insegnamento. Egli è attualmente insegnante al Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Yaoundé II e al Laboratorio d'antropologia sociale e culturale dell'Università di Liegi.

[3] Cfr. V. Nga Ndongo, Préface, in J-M. Manga, Jeunesse africaine..., 9-11.

[4] J-M. Manga, Jeunesse africaine..., 24.




09/02/2018