Interviste/79

   

 

   UNA PASQUA UN PO' SPECIALE  

Intervista a don Enzo Solieri, parroco di
Sant'Anna ai Torrazzi di Modena


Domenica di Pasqua, Liz María Gómez di passaggio in Italia ha preso parte alla celebrazione pasquale nella parrocchia di Sant'Anna ai Torrazzi. Don Enzo Solieri da anni ha invitato la nostra Comunità Redemptor hominis a condividere lo spirito missionario con i suoi fedeli, che hanno sempre risposto con generosità ai bisogni dei nostri missionari. Un incontro bello nella luce di Cristo Risorto, che ha dato significato alla presenza di Liz María, come racconta don Enzo.

     

* Cosa ricorda più volentieri dell'incontro con Liz María?

Veramente è stata una sorpresa luminosa, una sorpresa di grazia, perché Liz María s'impone nella sua semplicità, nella sua delicatezza, nei suoi tratti, come una persona piena di Spirito Santo. Personalmente, mi ha fatto pensare a Maria Santissima, nel senso che noi vorremmo immaginarci quale possa essere stata l'esperienza di Maria. Quando trovi delle persone che con la sola presenza ti fanno entrare nel mistero della forza dello Spirito, pensi allora a quello che deve essere stato per Maria e ti chiedi come una persona umana abbia colto la vocazione, la chiamata. Veramente ti trovi di fronte a un mistero: di come Dio abbia scelto questa persona e questa abbia detto di sì.

Certo il Signore nostro sa scegliere bene! Veramente la presenza delicatissima di Liz María, senza troppe parole, il suo viso aperto, un'espressione di pace interiore ti avvince, ti conforta. Si desidererebbe incontrare più spesso persone del genere.

È stato un grande dono. Sicuramente sarà un dono innanzitutto per voi, come Comunità, ma anche per tutta la Chiesa. Dove andrà, porterà dei benefici spirituali. Spero che possa stare per lunghi anni al servizio della Comunità e della Chiesa, per far vincere lo spirito di sapienza del Signore sull'ignoranza, sulle malvagità del mondo. Perché oggi ci vogliono dei santi apostoli, ma di quelli potenti, perché oggi c'è la facilità, la prepotenza imperante, l'arroganza, la superbia, tutto quello che può far comodo dal punto di vista materiale.

* L'incontro ha avuto luogo proprio il giorno di Pasqua...

Sicuramente è stata una Santa Pasqua. Una Pasqua un po' speciale! Alla fine della giornata ho ringraziato il Signore. Poi, quando sono stato con voi, ho sentito un'atmosfera di serenità, di pace. Si stava bene insieme. Non ho parole per ringraziare voi e nostro Signore.

Liz María è una persona di grande forza, ma anche di grande pace. Perché poi parlare di se stessi non è facile: esprimere le scelte interiori che si fanno, davanti a persone che non ti conoscono, non è semplice, anche se sono cristiani e quindi attraverso la fede possono interpretare e capire la tua esperienza.

Sicuramente i miei parrocchiani si sono meravigliati. Si sono chiesti come mai una ragazza di 34 anni consacra la sua vita per il servizio di Dio, per la missione. Hanno potuto constatare che ce ne sono ancora di queste persone. Quindi sicuramente è stata una presenza che ha generato speranza, fiducia che il Signore è presente. È stata una novità estremamente bella: Cristo è risorto, ha rinnovato la sua vita. La nostra comunità parrocchiale ha colto questo segno di vita nuova. Cristo è risorto in Liz María.

* Don Enzo, da anni lei e la sua parrocchia siete legati alla nostra Comunità. Cosa ha rappresentato e rappresenta la missione per la sua parrocchia?

Veramente io all'inizio avevo il desiderio di andare missionario. Poi quando ho incontrato alcuni di voi, ho pensato che potevo fare delle cose utili ai missionari e alla gente. Adesso, a distanza di anni, mi rendo conto che è stato un incontro estremamente utile e efficace. Mi ha rigenerato, confortato, mi ha dato forza. Perché quando si condivide la missione assieme, ci si conforta, ci si consola reciprocamente. Io ho avuto quest'esperienza. Ringrazio di questo la vostra Comunità. Per me è una cosa che mi è stata sempre a cuore, in ogni occasione. Mantengo il nostro impegno annuale di sostenere dei microprogetti. È un incontro tra cuori, tra persone che si amano, si stimano, si vogliono bene reciprocamente per l'unica causa della missione, dell'evangelizzazione.

In conclusione voglio dire che voi fate parte della nostra famiglia. La nostra comunità parrocchiale è un tutt'uno con i vostri missionari, con voi. Per quanto sta in me, mantengo vivi questi rapporti con voi, con Emanuela Furlanetto a Ypacaraí, in Paraguay, che saluto di cuore. Certo avete lavorato bene, siete riusciti a far nascere una vocazione nuova. È un frutto di un Vangelo che avete seminato negli anni e che ha dato frutto a suo tempo.

(A cura di Achille Romani)



30/04/2018